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Cure domiciliari, a Cava de’ Tirreni servizio ADI in affanno. Vecchione: “Carenza di personale”

“Basta esternalizzazioni. Il servizio deve rientrare all’interno dell’Asl”

Cava de’ Tirreni. Servizio ADI in affanno all’Asl cavese: pochi infermieri e liste bloccate per l’assistenza domiciliare integrata. Si attendono interventi di integrazione dopo i solleciti fatti pervenire dagli operatori all’attenzione dei vertici del Distretto Sanitario 63, a cui il Comune metelliano afferisce insieme alle altre municipalità della Costiera Amalfitana.

La migrazione di personale verso i plessi ospedalieri – allo scopo di fornire maggiori risorse per contrastare l’emergenza sanitaria – mette a rischio la qualità del servizio cavese e i pochi operatori rimasti, attualmente, fanno i salti mortali per garantire l’assistenza domiciliare ai pazienti allettati, per lo più oncologici, e non in grado di muoversi dalla propria abitazione.

Attualmente, infatti, sono cinque gli infermieri distribuiti su un’utenza di circa 30 malati, tuttavia si fa sempre più necessaria un’integrazione a garanzia dei livelli qualitativi del sistema assistenziale a domicilio. A fronte di tale situazione il Distretto Sanitario 63 aveva già provveduto ad affidarsi a una ditta esterna (già specializzata in attività come l’ossigenoterapia a lungo termine) per l’individuazione di circa dieci nuovi infermieri che potessero svolgere il servizio di assistenza domiciliare.

Tuttavia, almeno la metà dei nuovi operatori, risulta essere stata assunta di recente presso le aziende ospedaliere del territorio con contratti economicamente più vantaggiosi.

Circostanze, queste, che hanno messo nuovamente in affanno il servizio offerto dall’Asl e che hanno determinato un blocco delle liste d’utenza. In altre parole sono al momento ferme le richieste fatte pervenire da nuovi pazienti che desiderano usufruire del servizio ADI, in quanto gli operatori sono impossibilitare a soddisfare tutte le esigenze di un numero maggiore di utenti rispetto a quello attuale.

Da qui alle sollecitazioni arrivate in questi giorni dai familiari di chi necessita dell’assistenza domiciliare e dagli operatori dello stesso servizio. Ne abbiamo parlato con il Direttore del Distretto Sanitario, Pio Vecchione.

Cava in Azione chiede la nomina di un direttore del Distretto sanitario a tempo pieno.

Intanto dai consiglieri comunali di “Cava in Azione” arriva la richiesta che la Direzione Generale dell’ASL intervenga ad horas per la nomina di un Direttore Sanitario del Distretto n. 63 che finalmente si occupi esclusivamente del nostro territorio.

“L’incarico attualmente è ricoperto dal dott. Pio Vecchione, Direttore anche del Distretto n. 61 Angri-Scafati. Nessuna critica al suo operato – specificano i consiglieri – ma la situazione emergenziale non consente più che la Direzione Sanitaria possa essere condivisa con altre realtà locali considerato che il Distretto n. 63 comprende oltre Cava de’ Tirreni – seconda città della provincia per numero di abitanti – anche tutti i comuni della costiera amalfitana interessando una popolazione di circa 100.000 abitanti, cui si aggiungono nel periodo estivo migliaia di turisti”.

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