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Covid-19, anziana in riabilitazione: odissea di 14 ore in ambulanza

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Covid-19, contagio in un centro di riabilitazione, ma per un’anziana donna non c’è posto in ospedale: infezione curata in ambulanza

Un’odissea tra centro di riabilitazione e ambulanza, in attesa di un ricovero in ospedale mai avvenuto dopo il contagio da Covid-19. L’ha vissuta una donna di 80 anni dell’Agro, che era in cura presso una struttura riabilitativa dopo un ictus.

In questo centro, suo malgrado, la donna è stata anche contagiata dal Sars Cov 2. Venerdì scorso una sopraggiunta complicazione, probabilmente un’infezione, le ha causato anche febbre alta fino a 40°.

Nella tarda serata di venerdì i medici del centro di riabilitazione hanno allertato il 118 e la donna viene trasferita all’ospedale Scarlato di Scafati. La paziente tuttavia non fa mai ingresso nella struttura, trascorrendo circa 14 ore in ambulanza. Alle ripetute sollecitazioni dei parenti, i medici del Covid Hospital hanno risposto che non c’era alcun posto per un possibile ricovero e che era impossibile indicare tempi di attesa certi. Un’attesa da trascorrere dunque in ambulanza.

A quel punto, i congiunti hanno allertato i Carabinieri per denunciare la situazione, ma anche i militari non hanno potuto far altro che riscontrare l’indisponibilità di posti nel reparto Covid-19 del nosocomio scafatese.

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Col passare delle ore, gli stessi familiari hanno chiesto ulteriori chiarimenti per comprendere la situazione. E il personale del 118 ha puntualizzato che, provenendo da una struttura privata della provincia di Salerno che ha appunto allertato il 118, la ottantenne avrebbe potuto essere trasferita solo in un ospedale della stessa provincia. Dunque, presso gli ospedali di Scafati, Salerno o Eboli, che venerdì sera non avevano disponibilità di posti letto Covid.

I parenti: «Pazienti Covid con altre patologie a chi vanno affidati, se non ci sono posti negli ospedali Covid?»

Nella serata di sabato, dopo le cure prestate esclusivamente in ambulanza, l’anziana signora è rientrata presso la struttura riabilitativa dove era precedentemente ricoverata. I parenti della donna hanno segnalato il caso per sottolineare «il dramma dei pazienti positivi che versano in condizioni gravi di salute. In pratica, se non presentano gravi sintomi da Sars Cov 2 non possono essere ricoverati in un Covid Hospital per mancanza di posti. E non possono nemmeno essere trasferiti fuori provincia, dove potrebbe invece esserci disponibilità. Ma sono costretti ad aspettare in ambulanza anche 2 o 3 giorni in attesa di un letto. Allo stesso tempo, è impossibile un ricovero in ospedali non Covid o in strutture riabilitative, perché non sono in grado di gestire i pazienti positivi al virus! E allora viene da chiedersi, chi dovrebbe prendersi cura di questi pazienti?».

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