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Cold case, storie di militari mai giunte dal fronte. La missione di Donato

cold case_ storie di militari di prima e seconda guerra mondiale

Cold case. Vite, racconti e nomi di militari italiani delle due guerre mondiali raccolte dal giovane Donato Ragosa

Cold case. Storie mai conosciute di militari italiani che hanno combattuto le due guerre mondiali. Reduci, mutilati e nel peggior caso morti che non hanno mai raggiunto casa, o che spesso, al loro ritorno sono state velocemente dimenticate. Per ricominciare a vivere e per ripartire, di nuovo.
A raccoglierle, da qualche tempo c’è un giovane, Donato Ragosa. 26 anni, di Montoro, in provincia di Avellino. Infermiere per professione, podista per passione e con un grande cruccio: ricostruire la storia della sua famiglia. In particolare quella del bisnonno composta da tre fratelli partiti per la Grande guerra. Gennaro, il bisnonno tornato a casa, Raffaele morto subito dopo il ritorno e Nicola. Nicola, l’ultimo, il più giovane, parte a 17 anni per il fronte con il 59° Reggimento Fanteria a Civitavecchia e una volta ritornato muore per febbre spagnola a Roma.

Da lì in poi la famiglia perde ogni traccia

Il desiderio di ricostruire quella storia e capire finalmente dove fosse sepolto diventa per Donato un impegno. Nel tempo libero inizia a cercare fino a scoprire, dopo aver contattato il Ministero della Difesa, che il prozio era sepolto a Roma, al Cimitero del Verano.

Una storia che una volta conosciuta, soprattutto sui social, ha iniziato a mettere in contatto Donato con tante persone. Inizia a diventare una sorta di investigatore alla cold case. Qualcuno inizia a  chiamarlo per trovare qualche informazione su un caro partito per la guerra, ma anche per capire come richiedere le medaglie commemorative per i propri cari, nonni o genitori, che hanno combattuto per l’Italia.

“Le foto, le storie e i volti iniziano a fioccare; sono tante, troppe commenta Donato – ho scoperto che più di una generazione di giovani è stata falciata per le Grande guerra; come per la Seconda”.

Donato si mette alla ricerca di informazioni e passa molto del suo tempo tra gli archivi di stato di Avellino e Salerno e il distretto militare di Salerno.

L’obiettivo è sapere. Solo nel suo paese conosce 81 storie di militari tra reduci e mutilati della prima guerra mondiale mentre per la seconda  ben 110. Fino a scoprire che a Montoro Superiore, ora Montoro, mancano all’appello sulle lapidi commemorative 35 caduti di guerra per il secondo conflitto; nomi che non vengono elencati in nessuna delle due lapidi commemorative presenti in paese. Donato raccoglie tutti i nomi e li consegna al Sindaco per la realizzazione di una sola lapide che riporti tutti i caduti. Tutti insieme sulla stessa pietra, anche chi è stato dimenticato.

Intanto, un suo collega, Sandro, pubblica su Facebook  un video che racconta la storia di suo nonno Felice Magliano, reduce della Seconda guerra mondiale. Donato si mette subito all’opera e contatta il collega per aiutarlo a richiedere la medaglia al merito per le campagne di Guerra 1940-45.

Felice, che oggi ha 105 anni, riceve la medaglia qualche giorno fa nella sua San Giovanni a Piro

L’emozione è tanta per Donato, un po’ ci ha rivisto tutte le storie che ha incontrato in questi anni di ricerca. Racconti di vite che la Guerra ha sconvolto, cambiato o reciso definitivamente, spesso dimenticate e che è pronto a riscoprire. Nuovi cold case aspettano e Donato è già all’opera.

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