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Zone rosse, arancioni e gialle, De Luca: “Sono una grande buffonata”

“A determinarle ragioni di politica politicante. La sanità non c’entra niente”

 “La mia opinione è che zone e sottozone siano una grande buffonata” dichiara a muso duro il presidente Vincenzo De Luca nel corso della diretta fb del venerdì.

“Abbiamo verificato – aggiunge De Luca – con quanta difficoltà dal Ministero della Salute comunicano i dati oggettivi per la classificazione: per una parte ci sono ragioni obiettive per le classificazioni, per altra parte alcune ragioni rinviano semplicemente a ragioni di politica politicante, la sanità non c’entra niente”.

Secondo De Luca “il livello dei controlli, tranne forse nella prima giornata, è praticamente uguale a zero. Parlare di zona rossa in queste condizioni veramente fa innervosire, fa indignare. Io ormai mi sono convinto, e lo dico tranquillamente ai miei concittadini, che siamo nelle mani del Padreterno e, per quanto ci riguarda, della Regione Campania. Tutto il resto è una valanga di chiacchiere, fumo, ipocrisia e finzioni. Questa non è una zona rossa, non so che cosa sia ma evitiamo perlomeno di prenderci in giro”.

“Siamo l’unica Regione che ha chiesto un’operazione trasparenza – scandisce il governatore – Il presidente dell’associazione degli anestesisti ha detto che ci sono Regioni d’Italia che danno dati falsi in relazione alle terapie intensive, per far abbassare la percentuale di occupazione, e ci sono Regioni che comunicano un numero altissimo di tamponi ma non molecolari per far abbassare le percentuali di positivi. Pensate che il Ministero della Salute abbia attivato i nuclei ispettivi per controllare se questo corrisponde al vero oppure no? Non abbiamo nessuna risposta certa”.

“Se hai 300 ricoverati in terapia intensiva – aggiunge De Luca – e denunci, anziché 600 terapie intensive, 1000 terapie intensive inesistenti, il tasso di occupazione diminuisce. Secondo il presidente degli anestesisti ci sono Regioni che hanno dato numeri falsi. Sui tamponi la Regione Campania comunica il vero numero di tamponi molecolari che vengono fatti, siamo sotto i 25mila al giorno, cosa che ovviamente fa aumentare il numero di positivi.

“Ci sono Regioni – conclude – che comunicano un numero altissimo di tamponi ma non molecolari per far abbassare la percentuale di positivi. Su questo dato, quali sono i tamponi effettuati, molecolari o cosiddetti rapidi che non servono a niente, e sul numero effettivo di terapie intensive e tamponi, non abbiamo dal Ministero della Salute nessuna risposta certa. A me pare francamente scandaloso. La Regione Campania è impegnata come sempre in un’operazione verità, sia portato tutto alla luce del sole”.

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