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Zona ASI, il riscatto delle PMI cavesi. Servalli: “Abbattuta la burocrazia”

Un parto lungo, durato anni e costato chili di carta e di inchiostro, culminato con la variante sulle norme di attuazione del piano regolatore del Consorzio Asi Salerno (delibera della Giunta Regionale n. 327 del 6 luglio 2017).

Ai più la notizia dice poco, ma per gli imprenditori potrebbe significare un rilancio delle attività produttive, piccole e grandi e per Cava de’ Tirreni in particolare potrebbe e dovrebbe tradursi nel sostegno alla reale vocazione del comparto industriale cavese, per lo più artigianale.

La variante è stata illustrata in dieci punti chiave questa mattina a Palazzo di Città, alla presenza del Sindaco Vincenzo Servalli, del Componente della Giunta Asi, Giuseppe Bisogno e del presidente di Cava Sviluppo, Gianmarco Amato.

“Sono particolarmente soddisfatto – afferma il Sindaco Servalli – perché è stato portato finalmente a compimento un percorso avviato da oltre un decennio e che recepisce le istanze degli imprenditori cavesi”.

“La delibera della Giunta regionale – afferma il Consigliere Asi, Giuseppe Bisogno – deve ore attendere il decreto del presidente della Provincia e successivamente essere recepita dai Comuni interessati. La strada è oramai tracciata e i tempi sono abbassanti celeri, stimiamo che l’intero iter dovrebbe concludersi entro settembre prossimo”.

“ Con questo provvedimento – afferma Gianmarco Amato, presidente Cava Sviluppo – si aprono nuove ed importanti prospettive per il nostro territorio e per il recupero delle strutture finora inutilizzate nell’Area Asi che potranno avere destinazioni anche per i servizi alle imprese e attività artigianali”.

Le modifiche in dieci punti:

  1. Possibilità di insediare nella zona “D” l’attività di logistica industriale;
  2. Possibilità di frazionare gli opifici esistenti in orizzontale, quindi di insediare imprese differenti ai diversi piani, mentre finora i frazionamenti avvenivano con suddivisione in verticale. Le superfici minime da rispettare per i singoli immobili derivanti da frazionamento sono:
    – in zona “D” 500 mq minimi di superficie utile di cui minimo 300 mq complanari;
    – in zona “D4” 400 mq minimi di superficie utile di cui minimo 200 mq complanari.
  3. in caso di frazionamento non sarà più richiesta la contestualità di insediamento in tutte le unità immobiliari derivanti dal frazionamento; in pratica attualmente non è possibile l’insediamento solo in una porzione degli opifici esistenti, con le nuove norme invece lo sarà, con evidenti benefici sulla possibilità di ricollocare i capannoni dismessi;
  4. nei frazionamenti senza cambio di destinazione d’uso non sarà richiesta la verifica degli indici urbanistici relativi all’intero opificio, anche questa un’importante semplificazione per la riconversione dei lotti dismessi perché consentirà il frazionamento anche di quegli immobili che non verificano gli indici per varie ragioni (sopraggiunte modifiche normative, condoni, etc.);
  5. nella zona “D4” è stata variata la percentuale di superficie utile da poter destinare ai servizi alle imprese negli insediamenti plurimi, incrementandola dal 25% al 49%; di fatto quindi viene raddoppiato lo spazio disponibile all’attività terziaria negli insediamenti plurimi, che sono caratterizzati da moduli di minor superficie (mq.200) e pertanto più appetibili per le piccole imprese di servizi;
  6. eliminato il limite sull’altezza massima degli edifici, precedentemente fissato in mt.14,00, con benefici sia di natura industriale (alcune attività richiedono necessariamente maggiori sviluppi in altezza) che di consumo di suolo (a parità di volumetria massima edificabile, costruire in altezza si traduce in minor consumo di suolo);
  7. in tutte e due le zone omogenee, “D” e “D4”, sono stati inseriti dei parametri minimi per le viabilità, il verde, i parcheggi allo scopo di armonizzare anche l’aspetto dei vari insediamenti;
  8. variata l’originaria dicitura, per l’agglomerato industriale di Salerno, “Zona di Rispetto Fluviale” in “Fascia di Rispetto Fluviale”e per la salvaguardia del rischio idrogeologico si è rimandato alla disciplina dei vigenti PSAI, modifica che consentirà di utilizzare le superfici rientranti in tale ambito ai fini degli indici edificatori;
  9. introdotta la facoltà di attivare la procedura di deroga all’art. 12.2. delle N.T.A. specificatamente per la realizzazione di silos destinati a magazzini automatizzati a sviluppo verticale; in pratica la possibilità che tali volumetrie possano eccedere gli indici urbanistici previsti, con la possibilità pertanto di innovare i processi industriali ed ottimizzare la gestione dei lotti;
  10. perfezionata la normativa per quanto attiene la realizzazione di coperture e tettoie, offrendo anche in questo caso maggiori possibilità, in particolare per andare incontro agli sviluppi normativi sugli stoccaggi di rifiuti che richiedono spesso la loro copertura, sottraendo quindi spazio alle superfici utilizzate a scopo produttivo.
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