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Vittime di mafia, stasera il ricordo di Marcello Torre su Rai Storia

PIERSANTI MATTARELLA, GIUSEPPE VALARIOTI, EMANUELE BASILE, GIANNINO LOSARDO, PIETRO CERULLI, GAETANO COSTA, CARMELO JANNÌ, DOMENICO BENEVENTANO, MARCELLO TORRE, VINCENZO ABATE, GIUSEPPE GIOVINAZZO, CIRO ROSSETTI, FILOMENA MORLANDO, BRUNO VINCI, GRAZIELLA DE PALO, ITALO TONI, ANTONIO COLISTRA, ADELMO FOSSATI, SILVIO DE FRANCESCO e GIUSEPPE GULLÌ.

Sono 20 nomi, tutti uomini ammazzati dalla mafia nel solo 1980. Tra le vittime ci sono Piersanti Mattarella e Marcello Torre. Il primo è stato Presidente della Regione Sicilia, il secondo Sindaco di Pagani. Entrambi avevano ben chiaro il concetto di legalità ed è per questo che sono morti ammazzati a colpi di lupara. Delitti vergognosi che è necessario ricordare, in particolar modo oggi 21 marzo, XXII Giornata della memoria e dell’impegno.

A maggior ragione va fatto in Italia. Il nostro Paese è quello dove la percezione della corruzione è a livelli di cui potremmo farne tranquillamente a meno. Secondo i dati diffusi da Trasparency e riportati su questo portale qualche settimana fa, siamo al 60° posto nel mondo ed al terzultimo posto in Europa per percezione di corruzione da parte dei cittadini. Classifica che certamente non ci rende fieri italiani, ma che evidentemente cassa concetti come crescita, prosperità e ricchezza. Eh si, perchè quale imprenditore si sognerebbe di “conquistare” una Nazione avendo sott’occhio questi dati ? A conferma poi i giornali che riportano quotidianamente reati che lasciano interdetti. E pensare che ieri 20 marzo era la giornata del sorriso.

Marcello Torre

Marcello Torre è nato a Pagani. Democristiano fu eletto a Sindaco nell’agosto del 1980, l’anno del terremoto. Se ci fossero state all’epoca le intercettazioni telefoniche, ne avremmo sentiti di sorrisi. A poche ore dal disastro che ha segnato la Campania ed anche Pagani, il Sindaco Torre si oppose senza alcuna riserva alle infiltrazioni camorristiche che subito vi furono nelle procedure di assegnazione degli appalti per la ricostruzione post terremoto. E per questo fu ammazzato l’11 dicembre 1980. 22 anni dopo la Corte di Cassazione ha confermato la condanna all’ergastolo per Raffaele Cutolo come mandante dell’omicidio. A premere il grilletto di lupara si ritiene essere stato Francesco Petrosino.

Piersanti Mattarella

Da Pagani a Palermo. Qualche mese prima, nel gennaio del 1980, Piersanti Mattarella fu ucciso in macchina con vari colpi di pistola da mano ancora ignota. Al suo fianco indenni la moglie, i figli e la suocera. Mattarella fu vittima di mafia e per qualcuno anche interessi politici ben più complessi di quanto si possa immaginare. L’onestà ed il coraggio di Piersanti Mattarella lo hanno portato alla morte, disse il Procuratore Giancarlo Caselli, in un’intervista a Repubblica del 12 agosto 1997. Allo stesso modo, Piero Grassi, attuale Presidente del Senato, già Procuratore nazionale antimafia, scrisse in un suo libro che Piersanti Mattarella “stava provando a realizzare un nuovo progetto politico-amministrativo, un’autentica rivoluzione. La sua politica di radicale moralizzazione della vita pubblica, secondo lo slogan che la Sicilia doveva mostrarsi ‘con le carte in regola’, aveva turbato il sistema degli appalti pubblici con gesti clamorosi, mai attuati nell’isola”. Nel 1995 vennero condannati all’ergastolo i mandanti dell’omicidio Mattarella: i boss mafiosi Salvatore Riina, Michele Greco, Bernardo Brusca, Bernardo Provenzano, Giuseppe Calò, Francesco Madonia e Nenè Geraci

Il Presidente Mattarella e Don Ciotti

Oggi è il 21 marzo 2017, Giornata della Memoria e dell’Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie voluta da Libera e dal suo fondatore Don Luigi Ciotti.

Marcello Torre, Piersanti Mattarella ed i tanti che ci hanno tragicamente lasciato sono icone di legalità, onestà e giustizia. Concetti che ancora oggi, nel 2017, si fa fatica a comprendere. Il fratello di Piersanti, Sergio Mattarella, attuale Presidente della Repubblica, qualche giorno fa a Locri, proprio in occasione della giornata dell’impegno, è andato a portare un barlume di legalità nel prodondo Sud Italia ricordando come “le mafie non risparmiano nessuno uccidendo chiunque si opponga ai loro interessi criminali“.

La mafia, le mafie, non risparmiano nessuno. Uccidono, certo, chi si oppone ai loro interessi criminali. Ma non esitano a colpire chiunque diventi un ostacolo al raggiungimento dei loro obbiettivi. Che sono denaro, potere, impunità. Per questo motivo, la lotta alle mafie riguarda tutti. Nessuno può dire: non mi interessa. Nessuno può pensare di chiamarsene fuori. Lottare contro la mafia non è soltanto una stringente e, certo, doverosa esigenza morale e civile. E’ anche, quindi, una necessità per tutti: lo è, prima ancora che per la propria sicurezza, per la propria dignità e per la propria effettiva libertà. (Sergio Mattarella)

Stasera il ricordo di Marcello Torre su Rai Storia

Alle 21:10 su Rai Storia in occasione della GIORNATA DELLE VITTIME DI MAFIA, con un’introduzione del Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti, sarà trasmesso il docufilm “SEDUTO SU UNA POLVERIERA – Storia di Marcello Torre” di Alessandro Chiappetta, regia di Alessandra Bruno. Per lo streaming online clicca qui oppure sul canale 54 del digitale terrestre.

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