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Violenza sulle donne, i dati del Piano di Zona S2

Il Piano di Zona S2 Cava Costiera amalfitana ha reso noto il report relativo al Centro Antiviolenza sulle donne con sede a Minori, gestito dal CIF – Centro Italiano Femminile.

In tre anni di attività il servizio ha accolto e seguito 22 donne.

Cittadinanza e residenza

Il 90,9% sono state donne italiane, il 9% cittadine straniere. Il 31,8% delle donne risiedeva a Minori, il 27,2% a Tramonti, il 13,6% a Ravello, il 9% a Maiori e a Scala mentre il 4,5% parimenti ad Amalfi e ad Atrani.

Età, stato civile, istruzione e occupazione

La maggioranza di esse si sono collocate fra i 30 e i 49 anni (77,2%), cioè nella fascia intermedia di età. Di qui la minima rappresentazione delle donne giovani, al di sotto dei 30 anni (4,5%) e la poca rappresentazione delle donne adulte, dai cinquantanni in su (18,1%). Relativamente allo stato civile, il 45,4% era coniugata, il 31,8% separata, mentre il 18,1% era nubile e il 4,5% divorziata. Il 69,1% delle donne era in possesso di un’istruzione media-superiore (81,7%). Il 13,6% aveva conseguito qualifiche professionali. Il restante 4,5% aveva la licenza elementare. Solo il 27,2% lavorava; del restante 72,5%, il 40,9% non erano occupate e il 9% lavorava in modo saltuario. La maggior parte delle donne, non avendo un reddito proprio fisso, conviveva (22,6%).

I tipi di violenza e le denunce

Il 54% delle donne in carico dal 2015 al 2018 ha subito un tipo di violenza psicologica, il 16,2% rispettivamente un tipo di violenza economica o un tipo di violenza fisica. Il restante 13,5% delle donne ha vissuto episodi di stalking. Da non sottovalutare che 14 donne su 22 aveva figli che avevano assistito alla violenza direttamente, indirettamente e/o ne avevano percepito gli effetti. Più della metà delle donne non ha sporto denuncia/querela nei confronti del proprio aggressore; solo il 40,9% ha deciso di farlo; il 4,5% ha ritirato la denuncia/querela.

Gli aggressori

I reati compiuti ai danni delle donne sono stati commessi principalmente da uomini con i quali esse avevano instaurato un legame. Erano partner (40,9%) ed ex partner (27,2%) o partner conviventi (9%) ed ex partner conviventi (18,1%). Gli aggressori avevano un’età compresa prevalentemente tra i 40-59 anni (77,2%), possedevano un’istruzione media- superiore (72,6%) e un’occupazione stabile (77,1%). E’ stata rilevata una correlazione tra violenza e povertà/etilismo, personalità psicopatica o gelosia. Le donne che in tre anni si sono rivolte al Centro Antiviolenza hanno esplicitato più tipi di richiesta. Il 26,3% delle donne ha richiesto informazioni, il 35% consulenza sociale, il 24,5% sostegno psicologico, il 7% consulenza legale e il 6,9% altro (assistenza al percorso, protezione).

laRed TV





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