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Venezuela, continua la crisi: l’appello di Lopez dal carcere

Venezuela, continua la crisi. Intanto dal carcere è stato divulgato il video del leader dell’opposizione Leopoldo López: “Che Dio benedica i nostri figli”

Venezuela: ancora proteste, feriti, morti. I venezuelani stanno vivendo una crisi senza fine. Da inizio aprile il popolo bolivariano è sceso in piazza a manifestare contro il Governo Maduro, reo, secondo i cittadini, di aver proposto una riforma golpista. Nello specifico, il Tribunale Supremo di Giustizia aveva emesso due sentenze nelle quali l’Assemblea Nazionale veniva privata di ogni potere, in favore dello stesso Tribunale Supremo e del Presidente Nicolás Maduro. Questo ha fatto sì che il popolo si indignasse e scendesse in strada a manifestare chiedendo a gran voce di restituire al Parlamento i poteri legittimi.

Da aprile ad oggi, secondo il Ministerio Público, sono 84 i morti.

Pochi giorni fa, l’ex presidente del Governo di Spagna, Zapatero, insieme alla politica venezuelana Rodríguez, hanno fatto visita a Leopoldo López, leader dell’opposizione, attualmente rinchiuso nel carcere militare Ramo Verde.

E proprio dal carcere arriva un video messaggio del leader dell’opposizione.

Noi ve lo riproponiamo di seguito, con la traduzione in italiano:

Il testo

Voglio esprimere il mio più profondo riconoscimento e ammirazione ai cento dei mille venezuelani che sono scesi in strada a protestare in maniera legittima, pacifica e costituzionale per la democrazia e la libertà del nostro popolo.

Ai giovani venezuelani voglio esprimere il mio riconoscimento. Voi siete in prima linea in questa lotta. A coloro che scendono in strada con gli scudi, che aiutano gli altri con le proprie conoscenze in medicina, che difendono le manifestazioni pacifiche, a loro va il mio più profondo riconoscimento. Voglio esprimere le mie più sentite condoglianze alle famiglie di quelle persone che sono state brutalmente assassinate dalla repressione. La ribellione, la resistenza e la protesta sono legittime. Esistono due ragioni che le legittimano, storicamente è stato così. La prima: affrontare un governo dispotico, tirannico, che umilia i suoi cittadini. La seconda: quando un governo non ha la capacità di dare una risposta ai problemi dei cittadini.

Oggi queste due condizioni si riscontrano in Venezuela. Il dispotismo, la tirannia, la repressione, l’abuso di potere, e in secondo luogo la povertà, l’inflazione, l’insicurezza, il deterioramento di tutti i servizi pubblici. Il collasso generale del Venezuela, giustifica entrambe le ragioni, del perché oggi il popolo è in strada a chiedere la libertà.

A tutto il Venezuela chiedo di continuare a permanere nelle strade con fermezza, determinazione. Sempre in maniera pacifica, ma permanente. Una lotta che non può cessare, fino a quando non raggiungeremo la vittoria. Una protesta che deve diffondersi ovunque, in ogni angolo, in ogni momento. Solo così raggiungeremo la conquista della libertà e della democrazia. Oggi più che mai è richiesta una lotta critica, stiamo vivendo un momento storico del nostro paese.

Io sono certo che ne usciremo bene, ne usciremo vittoriosi, ma soprattutto voglio dire a tutti i venezuelani il nostro più grande compromesso con il post cambio, è un Venezuela libero, democratico, dove tutti i diritti siano per tutti. Dove non ci sia più esclusione, dove è possibile superare la povertà, e dove lo Stato faccia quel che deve e smetta di fare quel che non deve. Dove esista pluralità, dove tutte le voci siano ascoltate, e dove i venezuelani di ogni età possano avere le opportunità e, soprattutto, dove i giovani possano proiettarsi verso futuro migliore.

Non abbiamo paura del futuro. Abbiamo la certezza che ci troviamo dal lato giusto della storia. Abbiamo la certezza che stiamo avanzando nel cammino che oggi corrisponde alla lotta, ma che domani corrisponderà alla costruzione di un Venezuela migliore. Onoriamo il nostro inno: Gloria al popolo coraggioso che il giogo ha gettato. Gloria al popolo coraggioso che il giogo ha gettato. Lì nel nostro inno c’è l’attitudine che dobbiamo seguire, ma c’è anche il destino che avremo.

Raggiungeremo la vittoria, raggiungeremo la libertà e raggiungeremo la democrazia. Che Dio benedica il Venezuela, che Dio benedica i nostri figli che oggi sono in strada a lottare. Che Dio benedica il nostro futuro: tutti i diritti per tutte le persone. Forza fratello, forza sorella, forza e fede. Forza e fede. E oggi più che mai sia chiaro: chi si stanca, perde. Chi ha la ragione non si può stancare. Andiamo avanti per il Venezuela, per il nostro futuro, per la libertà e la democrazia”.

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