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Covid-19, una scuola a portata di tutti. A confronto istituzioni e Osservatorio sulla disabilità

DAD e scolarizzazione per ragazzi con disabilità. Quali sono le reali possibilità a Cava de’ Tirreni?

Cava de’ Tirreni. Le problematiche riguardanti la scolarizzazione di bambini e ragazzi con disabilità in questa fase di emergenza sanitaria sono state al centro dell’incontro in streaming al quale hanno partecipato gli assessori alla Pubblica Istruzione, Lorena Iuliano, ed alle Politiche Sociali Annetta Altobello, insieme ai dirigenti degli istituti scolastici del territorio, al presidente dell’Osservatorio cittadino sulla condizione delle persone con disabilità, Vincenzo Prisco e alla segretaria dell’Osservatorio, Emma Fausto.

“Sono emerse – commenta il Presidente Prisco – varie difficoltà tra le scuole che hanno scelto la didattica in presenza per i bambini autistici e/o con disabilità e quelle che hanno preferito adottare la didattica a distanza. Appena possibile avvieremo un confronto con l’Ufficio scolastico regionale per cercare di capire quali sono le soluzioni migliori da adottare per supportare le scuole e attraverso le scuole, le famiglie”.

“Questa seconda fase pandemica – commenta Emma Fausto – sta portando grande sconforto, soprattutto non fa presagire niente di buono per i ragazzi diversamente abili. A seguito dei vari Dpcm e ordinanze regionali, piano piano si sono visti privati della loro quotidianità, fatta di tante attività. In primis la scuola”.

“Anche se i Dpcm ne prevedevano l’apertura, non tutti i dirigenti hanno ritenuto opportuno farlo. Fortunatamente sul territorio cavese quasi tutte le scuole si sono attivate per la riapertura, confrontandosi con le famiglie e approntando dei progetti per accoglierli al meglio. Purtroppo qualche dirigente ha fatto orecchie da mercante ritenendo di non riaprire la scuola nè di confrontarsi con le famiglie coinvolte, lasciandole nello sconforto. A questi vorrei ribadire che non si può pretendere che un ragazzo “speciale” possa seguire le lezioni in DAD.

Ideale sarebbe – continua la Fausto – creare laboratori dove favorire le autonomie e l’inclusione, magari con la presenza a rotazione di qualche compagno di classe. Un contributo importante dato che il servizio di assistenza educativa specialistica scolastica, quest’anno qui a Cava de’ Tirreni ancora deve partire. In altre città il servizio sostiene ragazzi a casa laddove riescano a sostenere la DAD. Quello che ci spaventa – conclude – è l’idea che se questo stato di fatto si protrarrà per mesi, la scolarizzazione dei nostri ragazzi diventerà sempre più ostica”.

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