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Una mano per Makoko. In Nigeria arriva un container ricco di doni

una mano per Makoko

Arriva in Nigeria il container con beni alimentari e di sussistenza per la più grande bidonville dell’Africa. Ad organizzarlo l’intera comunità di Montesano sulla Marcellana

Un container ricco di doni è arrivato a Lagos in Nigeria. Scarpe, abiti, beni alimentari a lunga conservazione, macchine per cucire, piccoli frigoriferi, materiali per la scuola, giocattoli e tanto altro ancora.

Un dono della comunità di Montesano sulla Marcellana per la più grande bidonville dell’Africa, Makoko, fatta di baracche nelle quali vivono persone che sopravvivono ai margini della città di Lagos.

Ad impegnarsi per questa comunità di persone, dal numero imprecisato, Suor Alessia, ultraottantenne originaria di Montesano Sulla Marcellana che racconta all’associazione La Ferrovia, la difficoltà di vita quotidiana di chi vive in un posto senza strade, rete fognaria, elettricità e acqua potabile.

Da qui la raccolta di beni “Una mano per Makoko”, partita a gennaio 2019, da parte di tutta la comunità. Una rete umanitaria coordinata dall’associazione a cui prendono parte la Caritas Diocesana, il vescovo Don Antonio De Luca, Don Donato e la comunità dell’Istituto Comprensivo di Montesano. A loro si aggiungono i ragazzi dell’Oratorio “Gym of a dreams”, il sindaco e l’amministrazione di Montesano, l’ASD Atletico Montesano, i piccoli esercizi commerciali e le associazioni del posto. Non mancano le aziende con le quali è stato spedito il container a dare una mano: la Grimaldi Lines e l’Agenzia Marittima Michele Autuori.

Tante le persone che hanno reso possibile l’invio di 3200 kg di aiuti umanitari, di cui 600 kg di prodotti alimentari.

Nel container sono state inviate 6 macchine da cucire. “Suor Alessia, commenta Pietro Pascale – presidente dell’associazione La Ferrovia – intende realizzare un laboratorio di cucito, così che le ragazze madri di cui si occupa, imparino un mestiere e ad avviare una piccola attività in proprio. E non finisce qui, oltre alle macchine da cucire abbiamo spedito piccoli frigoriferi portatili per permettere, sempre a queste mamme, di realizzare piccoli gruppi di vendita ambulanti di bibite vicino all’aeroporto di Lagos, uno dei più grandi del continente africano. Con poco siamo riusciti a realizzare due progetti di lavoro autonomo. Un grande gesto di solidarietà concretizzato anche con il supporto dell’Ambasciata Italiana in Nigeria che ha aiutato nelle procedure burocratiche nell’arrivo del container al porto”.

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