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Sala Consilina, maxi truffa assicurativa : indagate 66 persone tra Salerno, Napoli e Firenze

Vallo

I carabinieri di Sala Consilina, coordinati dal capitano Davide Acquaviva, hanno notificato 66 indagati per una maxi truffa “Crash”

Gli indagati sono stati notificati tra le province di Napoli, Salerno e Firenze. L’operazione ha portato alla luce un’associazione per delinquere finalizzata alla truffa pluriaggravata in danno del Servizio Sanitario Nazionale e di una società assicurativa con sede a Milano.

Alcune agenzie assicurative, tra il Vallo di Diano e la Lombardia costituivano una vera e propria associazione per delinquere

Composta da tre effettivi agenti assicurativi di un’agenzia con sede ad Atena Lucana (SA) che agiva con il seguente modus operandi: generava falsi passaggi di proprietà di veicoli o falsi contratti di permuta/conto vendita di autovetture, intestandoli a persone ignare: e vittime venivano scelte tra i clienti dell’agenzia assicurativa con le classi di merito più basse e, quindi, economicamente più vantaggiose. Successivamente venivano emesse valide polizze per i clienti compiacenti – perlopiù cittadini residenti nelle province di Napoli, dell’agro Nocerino-Sarnese nonché dell’area della Piana del Sele, aree aventi costi assicurativi più alti – i quali acquistavano polizze emesse sulle targhe delle loro autovetture, a nome di terzi ignari, così da risultare coperti sia in caso di sinistri stradali che nei controlli di polizia, contestualmente ottenendo un risparmio sui costi assicurativi.

L’agenzia assicurativa si avvaleva del sistema contrattuale telematico di una nota società assicurativa per azioni a Milano, una delle parti offese della truffa.

I componenti dell’organizzazione avevano stipulato circa 80 contratti assicurativi per veicoli di diversa stazza, ampliando il proprio portafogli clienti grazie alle “tariffe agevolate” e versando in forma inferiore il dovuto “contributo SSN da maggiorazione” (circa l’11% sulle polizze per responsabilità civile) al Servizio Sanitario Nazionale, nell’apposito fondo compensativo dei costi sostenuti per assistere le persone vittime di incidenti stradali, per un giro di affari illecito stimato in 300.000 euro circa.

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