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Cronaca EVIDENZA Lavoro Salerno

Treofan, Battipaglia chiude. Jindal al tavolo del Mise in videoconferenza

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Treofan, Battipaglia chiude, Terni operativo per 3 anni. Salvo, al momento, Brindisi

Arriva, ma non fa sorridere, il piano industriale del gruppo indiano della Jindal e segna le sorti dei lavoratori dello stabilimento Treofan di Battipaglia. L’azienda resta chiusa e non riaprirà, con la conferma giunta nel corso dell’ennesimo tavolo di crisi tenutosi a Roma, all’interno del Ministero dello Sviluppo Economico e presieduto dal vice capo di gabinetto Giorgio Sorial.

Anche questa volta, attraverso la videoconferenza, i rappresentanti del colosso indiano hanno ribadito che nessuna produzione verrà ripresa nel polo della Piana del Sele, dove i macchinari per riprodurre film di polipropilene sono spenti ormai da settimane e con gli 80 operai in presidio permanente dal 21 dicembre. Su di loro pende la procedura di licenziamento collettivo.

Il gruppo indiano ha proposto il mantenimento del solo stabilimento di Brindisi, una soluzione tampone per Terni e la chiusura di Battipaglia, ma le risposte non sono totalmente piaciute ad organizzazioni sindacali e alle Regioni Campania, Umbria e Puglia, per l’esiguità dei fondi che si vorrebbero incanalare nel prossimo futuro nei due plessi, con Terni che manterrebbe la produzione per il prossimo triennio.

M5S: “Vertenza Treofan, Jindal fugge via coi soldi di Regione e Stato”

Il consigliere regionale Michele Cammarano e la deputata Anna Bilotti: “Ennesima assenza della proprietà al tavolo del Mise”

“Sulla vertenza Treofan di Battipaglia siamo stati, purtroppo, cattivi profeti – commentano il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Michele Cammarano e la deputata M5S Anna Bilotti – E oggi i nostri timori sono stati confermati. L’assenza, l’ennesima, al tavolo del Mise del management della Jindal Films Europe, proprietaria della multinazionale che sta dismettendo le sue sedi in Italia, avvalora la tesi che l’unico interesse del gruppo indiano sia stato quello di mungere finanziamenti a più non posso dalle casse di Stato e Regione, alterando il regime della concorrenza, salvo desertificare il panorama dell’industria italiana. La chiusura dello stabilimento di Battipaglia, unico in Italia per determinate tipologie di lavorazioni dei film plastici, costituisce un vero e proprio paradosso, tenuto conto che il gruppo subirà un calo notevole della redditività per via del ricorso a fornitori terzi, e non certo una salvifica riduzione dei costi”. Così

“Parliamo di un’azienda che, come altre che hanno beneficiato alla stessa maniera di aiuti di Stato, non si sono mai preoccupate di mettere in campo piani industriali seri e a lungo termine, che avessero tra i requisiti la salvaguardia dei livelli occupazionali. Continueremo a fare pressione affinché ogni singolo euro concesso a questi presunti imprenditori venga ridiscusso in funzione della gestione volutamente fallimentare degli impianti condotta fino ad oggi. Nel contempo, continueremo a porci alla testa dei lavoratori, per i quali sono in corso procedure di licenziamento senza alcuna motivazione che riconduca a crisi aziendali certificate”.

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