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Sgominata banda dedita al traffico di farmaci antitumorali. A capo dell’organizzazione c’era un cavese.

Arrestati 15 uomini, avevano svaligiato le farmacie degli ospedali di Lombardia, Piemonte, Marche ed Emilia Romagna per rivendere gli “antitumorali” all’estero. Un giro di affari stimato in oltre due milioni di euro.

E’ scattata all’alba la maxi operazione condotta dai Carabinieri di Ferrara e dai NAS di Bologna che ha sgominato una banda di 15 persone di origine campana, due delle quali ancora ricercate. Un’organizzazione criminale, ricollegabile ad ambienti camorristici, ben strutturata tra medici farmacisti complici fondamentali per la rivendita all’estero dei medicinali antitumorali. Un giro d’affari stimato in oltre due milioni di euro, ad esclusivo danno, e dei malati e del servizio sanitario nazionale.

13 colpi in un anno e mezzo di attività illecita.

Una banda che è stata capace di colpire almeno 13 volte dal marzo 2014, periodo in cui sono partite le indagini dei Carabinieri di Ferrara. All’epoca, ad attirare l’attenzione dei militari furono i due furti, registrati a poche ore di distanza l’uno dall’altro, presso le farmacie degli Ospedali di Centro e Lagosanto. Immediatamente furono individuati i tre scassinatori che hanno condotto inconsapevolmente a ricostruire i fili dell’organizzazione criminale. Basisti, corrieri, addetti alla logistica fino ad arrivare ai venditori dei medicinali.

A capo dell’organizzazione criminale, Eduardo Lambiase originario di Cava de’ Tirreni.

Una vera e propria associazione a deliquere che aveva come capo, secondo la ricostruizione fornita dalla DDA emiliana, Eduardo Lambiase, pregiudicato originario di Cava de’ Tirreni e ben noto alle forze dell’ordine per reati simili tra la Campania e la Calabria. Il Lambiase aveva costituito delle società di comodo nei paesi dell’Est grazie alle quali era in grado di produrre tutta la documentazione valida per determinare i pazienti sottoposti a chemioterapia. Incartamenti che consentivano di “ripulire” i medicinali venduti in un secondo momento, ad un’altra società di comodo che si occupava dell’esportazione.

Sequestrati tre milioni di euro di medicinali precedentemente rubati e pronti ad essere rivenduti all’estero

Nel corso delle indagini, i militari hanno sequestrato medicinali per un valore di quasi tre milioni di euro. I Nas hanno anche scoperto che i farmaci reimmessi sul mercato, non essendo stati conservati adeguatamente, molto spesso erano inefficaci. I medicinali venivano rivenduti all’estero, unica possibilità di ricavi in quanto la legislazione italiana non consente la vendita degli antitumorali se non autotizzati.

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