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Terremoto, catastrofi e opportunità. Intervista a Maurizio Pignone di INGV

INGV MAURIZIO PIGNONE

Le catastrofi sismiche stravolgono i territori. La prevenzione fa la differenza. A parlane il geologo Maurizio Pignone di INGV

Maurizio Pignone, geologo e divulgatore scientifico di INGV. Tra i responsabili del blog INGVterremoti, è l’Alberto Angela dei terremoti. Allegro, chiaro e lineare, parlare con lui permette di guardare al terremoto dimenticando, per un attimo, il terrore che ha attraversato in questi anni buona parte dell’Appenino centro-meridionale.

Maurizio grazie per aver accettato l’intervista a laRed
Grazie a voi. All’INGV gestisco e co-coordino il blog INGV terremoti, attivo da ben 10 anni. A questo si sono aggiunti gli ultimi due anni i blog dedicati all’ambiente e ai vulcani.

E tu di cosa ti occupi?
Sono un geologo prestato alla comunicazione. Responsabile del Servizio Informazione, comunicazione e web dell’Osservatorio Nazionale Terremoti e mi occupo di prevenzione del rischio sismico. Lavoro anche nella campagna nazionale “Io non rischio”, destinata a far conoscere le buone pratiche di prevenzione per il rischio sismico ed idrogeologico.

Bene, e che idea ti sei fatto del terremoto dell’80?
Il terremoto dell’80 per chi lo ha vissuto, e non solo, è IL terremoto. La sua potenza distruttiva a chilometri di distanza dall’epicentro ha mostrato tutta la sua forza sugli uomini e sulle cose. E’ stata una vera catastrofe che ha innescato un punto di svolta.

Ci spieghi meglio?
I terremoti come quelli dell’80 sono delle catastrofi, cambiano completamente la vita e il volto di un territorio e a volte i suoi segni restano per decenni: basta andare a Conza della Campania per ritrovare ancora delle macerie, ma questo non vuol dire che il cambiamento non apporti miglioramenti. Se pensiamo all’Irpinia, dall’80 in poi, in quell’area, poco sviluppata, sono arrivate infrastrutture, poli industriali e un aumento demografico durato però solo fino agli anni ’90.

Ma non dovrebbe essere il contrario?
Invece no, dall’80 al ’90 ci fu un ritorno nei paesi di origine di molti irpini dovuto anche all’impegno economico dello Stato per la ricostruzione.

Perchè il terremoto dell’Irpinia è stato così distruttivo?
Diciamo subito che nell’area del cratere 6 comuni hanno subito una scossa pari al decimo grado della scala Mercalli ovvero la quasi distruzione, per altri 600 comuni è stato rilevato almeno il sesto grado. Questo terremoto in realtà ha mostrato il deficit di alcune strutture edilizie a reggere fenomeni sismici. Non a caso abbiamo avuto morti a decine di chilometri di distanza dall’epicentro, come ad Avellino e a Napoli.

Dopo il ricordo per l’evento sismico un cittadino cosa può fare per tutelarsi?
Molte cose. Sul piano edilizio è attivo il sisma bonus che permette, attualmente, di apportare i giusti adeguamenti alle proprie abitazioni, luoghi di lavoro, ecc. Questo per ridurre o mitigare il rischio sismico (in particolare la vulnerabilità sismica dell’edificato). A seguire è necessario comprendere la storia sismica del proprio comune. Tu la conosci quella del tuo comune?

No, veramente no, ma ho trovato il piano di protezione civile.
Bene, ma è necessario che tu conosca quanti terremoti ci sono stati nel tuo paese per conoscere la storia sismica del tuo territorio e a seguire il piano di emergenza comunale, che va compreso e messo in pratica nelle singole realtà. Conosci i punti di raccolta dei cittadini del tuo comune in caso di terremoto?

No, veramente no.
Ecco a cosa serve il piano di emergenza comunale, è necessario conoscere e mettere in pratica quello che è scritto al suo interno.

On-line si leggono molti articoli dove si richiama ad un prossimo terremoto con la stessa potenza di quello dell’Irpinia.

In Irpinia ci sono stati nel ‘900 diversi terremoti; nel 1910 a Calitri, 1930 a Lacedonia, nel 1962 ad Ariano Irpino e poi quello del 1980 e poi nulla. Come vedi non possiamo contare su una probabilità temporale, ma possiamo invece prendere in considerazione la mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale che ci racconta benissimo le aree a i vari livelli di pericolosità del nostro territorio. E da lì che bisogna iniziare.

E per informarsi bene ?
C’è il sito nell’INGV e i social INGVterremoti, abbiamo l’app che fornisce le informazioni in tempo reale su epicentro e magnitudo del terremoto. La conosci?

Certo, siete il mio punto di riferimento. Come divulgatore scientifico su cosa state lavorando?
Siamo stati impegnati con il quarantennale del terremoto dell’Irpinia e chiudiamo la settimana con la Notte dei ricercatori. Per quest’anno niente piazze, saremo on-line sui nostri canali.

Ultima domanda, ma di dove sei?
Abito a Roma, ma sono originario di San Giorgio del Sannio. Anche io ho il mio ricordo del terremoto. A casa mia crollò il tetto. Passammo diverse settimane a dormire in auto e la radiolina di papà, usata per ascoltare le partite di calcio, divenne l’unico strumento per informarci su quello che era accaduto.

Quindi forza Benevento?
Ovviamente.

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