Cronaca Salerno

Telis, i dipendenti dello stabilimento di Pagani attaccano: il Mise utilizza due pesi e due misure

il Mise

C’è un inquietante retroscena dietro il fallimento della Telis e la chiusura dello stabilimento di Pagani.

57 dipendenti sono in mobilità, dieci giorni fa per loro è terminata la cassa integrazione e gli incontri della scorsa settimana fra Regione, curatela fallimentare, l’unico imprenditore interessato a rilevare l’azienda e le organizzazioni sindacali. Proprio queste ultime, che seguono da vicino la vicenda, avrebbero scoperto un particolare decisamente curioso.

Il 20% della commessa Enel per quanto riguarda la realizzazione dei contatori è passato in mano alla Flextronics, azienda triestina che ha stabilimenti anche nell’Est Europa. Fin qui niente di strano, se solo non coincidessero in maniera mostruosa le date nelle quali le medesime commesse sono state tolte alla Telis e affidate alla Flextronics.

Lo scorso 26 maggio, si è tenuto un incontro riguardante la situazione di Flextronics, presieduta da Giampietro Castano, funzionario del Mise. I rappresentanti aziendali presentarono i primi dati relativi dell’esecuzione del piano sottoscritto al Mise in data 23 giugno 2015 ed illustrarono i rapporti con i principali clienti in essere.

In particolare hanno descritto la commessa Enel dei contatori che verranno assemblati nello stabilimento Flextronics di Timisoara (in Romania), mentre i i test finali sui medesimi verranno svolti presso lo stabilimento di Trieste. Lo stabilimento rumeno aveva le caratteristiche, essendo qualificato da più tempo, per partecipare alla gara Enel.

Questo permette anche di acquisire Enel come importante cliente con tutte le opportunità che ne possano derivare (anche per la fibra ottica). E’ stato quindi evidenziato che la diversificazione in un campo quale l’automazione di produzione ad elevati volumi da svolgere su Trieste rappresenta un’opportunità. L’occupazione fu confermata rispetto all’accordo, con 100 dipendenti a tempo indeterminato in più rispetto all’inizio.

Per i dipendenti della Telis, il Ministero dello Sviluppo Economico avrebbe utilizzato due pesi e due misure, perchè con loro avrebbe detto di non essere riuscito a mantenere la commessa Enel che avrebbe tenuto in vita lo stabilimento paganese.

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