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Cava. Studenti appiedati sulla linea 66, partita la petizione

linea 66

Cava de’ Tirreni. Autobus pieni di ragazzi, giovanissimi stipati come sardine sui mezzi fra zaini e cartelline e altrettanti studenti costretti a restare a piedi non trovando spazio per salire.

Con il suono della campanella e il ritorno sui banchi di scuola, sono scattate anche le prime polemiche sul trasporto pubblico sulle linee urbane che, soprattutto in alcune zone, non sembra riuscire a coprire le esigenze di tutti gli utenti. A denunciarlo sono gli allievi degli istituti insieme, in più casi costretti a rimanere a piedi e tornare a casa – dopo scuola – ad orari inimmaginabili, che hanno scritto una lettera al sindaco (con tanto di raccolta firme) affinché si prendano accordi con Bus Italia per prevedere un’integrazione delle corse.

Il caso riguarda soprattutto la linea 66 che parte dal centro cittadino e raggiunge la frazione di Sant’Anna attraversando Pregiato. La corsa “incriminata” è quella delle 14.10: come rappresentato dagli studenti, infatti, il pullman arriva alla stazione già stracolmo e nella maggior parte dei casi si è costretti ad aspettare la corsa successiva per poter tornare a casa.

«Ogni giorno, all’uscita da scuola, è la ressa per salire sul pullman – raccontano i ragazzi –. Un inferno per noi che prendiamo (sempre se ci riusciamo) il bus delle 14:10. L’unica possibilità è gettarci nella mischia e lasciarci trasportare dal fiume in piena della folla, passando l’intero viaggio stipati tra uno zaino e l’altro. Quando si tratta di salire, nessuno guarda in faccia nessuno. È una lotta di mani, piedi e gomiti per farsi spazio all’ingresso del bus e dentro. Solo i più fortunati riescono nell’impresa di vincere un posto in piedi schiacciati tra i compagni. Gli altri restano a piedi, pur avendo diritto a un servizio che costa diversi euro per nove mesi di scuola».

Le proteste così si sono moltiplicate con il reiterarsi della situazione. I ragazzi sono stanchi e, ancora di più, i genitori che pagano i soldi dell’abbonamento.

E così, nei giorni scorsi, è partita la prima lettera indirizzata al sindaco Vincenzo Servalli, insieme alle firme di quanti hanno quotidianamente a che fare con il problema, per far sì che venga disposta un’integrazione del servizio. Un problema di cui si è fatto portavoce anche il consigliere di minoranza Vincenzo Lamberti, il quale ha fatto sapere di aver più volte sollecitato l’amministrazione senza però aver avuto ancora risposte.

«Il disagio che vivono i ragazzi è enorme – racconta Vincenzo Lamberti – sono passate diverse settimane da quando si verificano problemi, ogni giorno almeno una ventina di ragazzi vengono lasciati a terra alla stazione perché dopo le prime tre fermate il mezzo è stracolmo e l’autista, giustamente, non può più farne salire. Il disagio è stato rappresentato all’amministrazione da parte mia e dagli stessi ragazzi hanno presentato una petizione, ma ad oggi nessuna risposta da parte dell’amministrazione che deve contattare l’azienda, organizzarsi e chiedere un mezzo per integrare le corse e risolvere il problema. Sinceramente avere ragazzi preadolescenti in mezzo alla strada per un’altra ora è una preoccupazione per i genitori, pagano un servizio e un abbonamento ed è giusto che vengano serviti nel giusto modo».

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