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#stopcibofalso, Coldiretti lancia la petizione

#stopcibofalso

#stopcibofalso, Coldiretti lancia la petizione per smascherare i cibi fake, ovvero “fintamente” italiani e che potrebbero minacciare la nostra salute

Cibi “poco tutelati” che arrivano da altri Paesi, dove le restrizioni sono ben diverse, e che risultano quindi spesso pieni di diossine, pesticidi e sostanze tossiche di varia natura. A tal proposito, Coldiretti chiede più trasparenza nell’etichetta dei prodotti, affinché contengano non solo il luogo di confezionamento, ma anche di origine. Per questo ha avviato una raccolta firme sulla petizione #stopcibofalso per chiedere al Parlamento Europeo che i consumatori abbiano la possibilità di conoscere da dove arriva il cibo che portano in tavola. Come si legge sul sito di Coldiretti, “si tratta dell’avvio di una mobilitazione popolare nei confronti dell’Unione Europea per fermare il cibo falso e proteggere la salute, tutelare l’economia, bloccare le speculazioni e difendere l’agricoltura italiana. Nonostante i passi in avanti, infatti, permangono ancora ampie zone d’ombra e ogni giorno rischiano di finire nel piatto alimenti di bassa qualità e origine incerta che mettono a rischio la nostra salute. L’indicazione di origine – sottolinea la Coldiretti – permette di contrastare quelle imitazioni che ogni anno sottraggono 60 miliardi di euro all’economia dell’Italia, consente di prevenire le falsificazioni e le pratiche commerciali sleali che danneggiano la nostra economia, rafforza la lotta alle agromafie e la difesa contro le grandi multinazionali del cibo che hanno interesse ad occultare l’origine delle materie prime. L’obiettivo è dare la possibilità a livello europeo di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti dopo che l’Italia, affiancata anche da Francia, Portogallo, Grecia, Finlandia, Lituania e Romania, ha già adottato decreti nazionali per disciplinarlo in alcuni prodotti come latte e derivati, grano nella pasta e riso. L’Italia, solo lo scorso 13 febbraio e sotto il pressing della Coldiretti, ha fatto scattare l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano per la pasta e del riso.

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