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SPRAR, sono 43 i progetti attivi in Campania. Ma a cosa serve?

Facciamo un po’ di chiarezza (o almeno ci proviamo). Prendiamo spunto dal prossimo consiglio comunale di Cava de’ Tirreni in cui si parlerà dell’adesione dell’ente allo SPRAR. Che cos’è? A cosa serve e quali Enti coinvolge.

SPRAR o Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati nasce con la Legge 189/2002 che ha istituzionalizzato le misure di accoglienza organizzata in Italia. Al vertice vi è il Sistema centrale di informazione, istituito dal Ministero dell’Interno Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, affidato con convenzione all’ANCI. A sua volta l’Associzione dei Comuni italiani, l’attuazione delle attività, si avvale del supporto operativo della Fondazione Cittalia. Il coordinamento centrale cura l’informazione, la promozione, la consulenza, il monitoraggio ed il supporto tecnico agli enti locali.

Sul territorio è stata creata una rete formata dagli enti locali per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata. Gli Enti che creano dei progetti mirati possono accedere, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo.

A chiarire meglio basta andare sul sito nazionale SPRAR (non certamente il migliore info-point possibile) che riporta “a livello territoriale gli enti locali, con il prezioso supporto delle realtà del terzo settore, garantiscono interventi di “accoglienza integrata” che superano la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico”.

Caratteristiche principali

Le caratteristiche principali del Sistema di protezione sono:
• il carattere pubblico delle risorse messe a disposizione e degli enti politicamente responsabili dell’accoglienza, Ministero dell’Interno ed enti locali, secondo una logica di governance multilivello;
• la volontarietà degli enti locali nella partecipazione alla rete dei progetti di accoglienza;
• il decentramento degli interventi di “accoglienza integrata”;
• le sinergie avviate sul territorio con i cosiddetti “enti gestori”, soggetti del terzo settore che contribuiscono in maniera essenziale alla realizzazione degli interventi;
• la promozione e lo sviluppo di reti locali, con il coinvolgimento di tutti gli attori e gli interlocutori privilegiati per la riuscita delle misure di accoglienza, protezione, integrazione in favore di richiedenti e titolari di protezione internazionale.

Progetti territoriali

I progetti territoriali dello SPRAR sono caratterizzati da un protagonismo attivo, condiviso da grandi città e da piccoli centri, da aree metropolitane e da cittadine di provincia. A differenza del panorama europeo, in Italia la realizzazione di progetti SPRAR di dimensioni medio-piccole – ideati e attuati a livello locale, con la diretta partecipazione degli attori presenti sul territorio – contribuisce a costruire e a rafforzare una cultura dell’accoglienza presso le comunità cittadine e favorisce la continuità dei percorsi di inserimento socio-economico dei beneficiari.

Enti locali

Gli enti locali che fanno parte del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) sono distribuiti su tutto il territorio nazionale e garantiscono interventi di “accoglienza integrata” ai richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale. L’ammissione ai centri di accoglienza del Sistema, fino a esaurimento dei posti complessivamente disponibili, è disposta dal Servizio centrale su segnalazione dei singoli progetti territoriali o di enti terzi (prefetture, questure, associazioni).

Tutti i progetti territoriali del Sistema di protezione, all’interno delle misure di accoglienza integrata, oltre a fornire vitto e alloggio, provvedono alla realizzazione di attività di accompagnamento sociale, finalizzate alla conoscenza del territorio e all’effettivo accesso ai servizi locali, fra i quali l’assistenza socio-sanitaria.

Sono inoltre previste attività per facilitare l’apprendimento dell’italiano e l’istruzione degli adulti, l’iscrizione a scuola dei minori in età dell’obbligo scolastico, nonché ulteriori interventi di informazione legale sulla procedura per il riconoscimento della protezione internazionale e sui diritti e doveri dei beneficiari in relazione al loro status.

All’interno del Sistema sono, inoltre, presenti progetti specializzati per l’accoglienza e sostegno di persone portatrici di specifiche vulnerabilità: persone disabili o con problemi di salute (fisica e mentale), minori non accompagnati, vittime di tortura, nuclei monoparentali, donne sole in stato di gravidanza.

Quanti sono gli SPRAR attivati in Campania? (aggiornato al 02.02.2017)

In Campania sono 43 i progetti attivati distribuiti su tutto il territorio regionale. Da Atena Lucana a Benevento, da Napoli a Salerno, da Padula a Solopaca. La Campania con 2’997 posti è la terza Regione per progettualità dopo la Sicilia (4’536) ed il Lazio (4’160). In Italia sono 25’838 i posti disponibili per richiedenti asilo e rifugiati.

Ecco l’esperienza di Sant’Angelo dei Lombarti (BN)

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Antonio Ioele

Antonio Ioele

10 anni, tra Italia ed estero, tra radio, tv, carta stampata e web. Da febbraio 2017 sono il delegato dello “Studio Associato laRed” (P.IVA 05569100653), proprietario della testata giornalistica laRedazione.eu.

Il portale www.laredazione.eu è fisicamente alloggiato presso i server di Aruba S.p.A.

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