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Spot Gillette. Cari uomini non è un’accusa, ma una richiesta di aiuto

Nelle ultime ore il web si è diviso. Ma intanto lo spot ha raggiunto 11.453.470 views su YouTube

Partiamo da un presupposto tecnico, lo spot è ottimo. Un’azienda come Gillette può permettersi di fare pubblicità che non hanno come unico obiettivo l’acquisto. In questo caso è un’azienda che sta facendo riferimento esclusivamente al target dei suoi consumatori, quindi gli uomini, e il loro ruolo all’interno della società moderna. Si stavolta non vi hanno fatto vedere David Beckham che scende in smoking figo e rasato, ma uomini normali. In particolar modo il focus è sul modo in cui si relazionano : come si comportano tra di loro e come si comportano con le donne. Non lo trovate molto più figo?

Hanno cambiato il loro famoso slogan “The best a man can get” (Il meglio che un uomo può ottenere) in “The best men can be” (Gli uomini migliori che si può essere)

Ora non saltiamo a conclusioni avventate e iniziamo subito a far volare paroloni come ” lo spot sessista”, ” è sempre colpa degli uomini” oppure la più divertente che ho letto è stata “così si perde la virilità”. No, io penso che la virilità venga persa quando si fischia ad una ragazza per strada solo perchè indossa una gonna, oppure quando si insegna ai propri figli (di genere maschile) ad alzare la voce e a non prestare ascolto agli altri. La virilità sta nell’aiutare qualcuno che ne ha bisogno, nel sostenere le donne per la loro parità sociale ed economica, nel dare dimostrazione ai figli di rispetto e civiltà.

Non è uno spot di accusa, ma la verità vi fa male … lo so

Gli uomini non sono tutti così, quindi evitiamo futile vittimismo che non porta a nulla, questo spot non vuole giudicare tutti gli esseri umani di sesso maschile. Più che altro pone l’attenzione anche sui piccoli gesti del quotidiano. I comportamenti che assumiamo, le parole che usiamo, talvolta non sono degli stereotipi? “Boys will be boys” ( I ragazzi sono ragazzi) dicono nello spot, il cui sottotitolo sarebbe: giustifichiamoli sono ragazzi, cosa fanno di male? Ma non è sempre così, talvolta il male lo si fa, si crea dolore, umiliazione e vergogna.

L’azienda dopo le critiche ma anche i tanti complimenti che ha ricevuto non cambia la sua posizione

Lo spot è stato voluto per una ragione ben precisa: affinchè promuovesse
“Versioni positive, inclusive e salutari di ciò che significa essere un uomo”. Niente donne che adulano uomini per la pelle liscia come quella del culetto di un bambino, ma donne che chiedono aiuto agli uomini, per cambiare questa società.

Non possiamo farlo da sole, ci deve essere un #MeToo all’unisono, tutti insieme.

laRed TV





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