Campania

Solofra, Arco delle Niviere, alla scoperta della grotta Bocca fresca

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Bocca Fresca, un nuovo sito da visitare sul percorso CAI 160 ripristinato da ASBECUSO e il gruppo dei ciclisti Frate Vento insieme al Cai di Avellino.

Grotta Bocca Fresca. Si chiama così il nuovo sito naturalistico riportato alla luce durante il recupero del percorso dedicato all’Arco delle Niviere a Solofra.

I volontari dell’associazione ASBECUSO e ASD Frate Vento hanno proseguito in queste settimane il lavoro di ripristino del sentiero naturalistico. Sistemato sentieri, creato scalini e ritrovato una grotta di irreggimentazione delle acque. A parlarcene il presidente, Alessandro De Stefano, di ASBECUSO.

Alessandro, una nuova scoperta all’orizzonte con questa grotta?
Andiamoci piano. Non è una scoperta, in realtà ci siamo solo occupati di ripulire l’area antistante di questo ingrottamento carsico.

Ci spieghi cos’è?
In pratica questa grotta non è altro che un canale di convogliamento delle acque, una piccola opera idraulica con una copertura a cappuccina, ovvero le due pietre, scolpite a mano, sono poste come delle carte da gioco, mentre il canale di trasporto dell’acqua è fatto di piastrelle in terracotta.

La temperatura all’interno della grotta è molto fresca, da qui il nome bocca fresca.

Vicino a questa grotta sono presenti altre acque sorgive.

Un piccolo santuario dell’acqua ?
Direi di sì. Tutte queste sorgenti sono state irregimentate in più case dell’acqua ad inizio del ‘900 per essere convogliate nell’acquedotto comunale di Solofra. L’area si chiama infatti Sorgenti delle Bocche ed è divisa in sottane e soprane.

L’acqua è potabile?
Abbiamo fatto dei prelievi per fare delle analisi microbiologiche. A breve ne avremo la certezza.
La grotta è visitabile?
Non consigliamo di avventurarsi al suo interno, può essere tranquillamente osservata da fuori.

Quanto è importante questa nuova scoperta?
Sicuramente rende il percorso CAI -160 più interessante a livello escursionistico. Oltre all’Arco delle Niviere, c’è un ulteriore punto naturalistico da poter visitare. Aggiungo che nei prossimi mesi vogliamo lavorare ad una cartellonistica dedicata agli antichi mestieri della montagna, dedicata alle neviere, ai carboni e alla calce viva. Un lavoro che realizzeremo grazie al sostegno economico di alcuni imprenditori locali che credono nel nostro progetto e impegno.

Un nuovo obiettivo, quindi?
Sì, c’è da aggiungere che durante questo lavoro di ripristino del sentiero, abbiamo scoperto all’Archivio di Stato di Avellino, una mappa del 1826 che definiva i limiti del bosco demaniale di Solofra dalle diverse proprietà private esistenti. Limiti che abbiamo ritrovato durante la sistemazione del sentiero scolpiti sulla roccia viva.

Ogni passo che facciamo sul sentiero ci riappropriamo del nostro passato.

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