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Al Giffoni Film Festival una maratona digitale contro le malattie reumatologiche

La Società Italiana di Reumatologia (SIR), in collaborazione con AIM Group International, partecipa alla 50esima edizione del Giffoni Film Festival a conferma del proprio impegno nella promozione e diffusione della cultura del benessere, riferendosi ai giovani con una speciale masterclass.

Giovedì 20 agosto, ore 10, al Multimedia Valley sono stati protagonisti il professor Andrea Doria (Head of Rheumatology Unit Department of Medicine University of Padova – Italy), e la dottoressa Marta Riva, reumatologa all’Ospedale San Gerardo di Monza. Presentato il progetto SIR Run 2020.

In partnership con Giffoni Film Festival, la SIR Run prevede – nel rispetto delle vigenti norme sul distanziamento sociale – di attivare un percorso su tutto il territorio nazionale in cui ogni singolo partecipante possa dare il suo contributo. Nel corso della masterclass (organizzata da AIM Group International per la SIR all’interno del GFF) è stata lanciata l’idea della Run e comunicata la Landing Page che i partecipanti possono utilizzare per iscriversi e realizzare la propria corsa individuale.

Cos’è la Run? Iscrivendosi alla Run, ogni partecipante correrà singolarmente nella propria città di appartenenza raccontando attraverso un breve video la bellezza dei luoghi italiani tra storia, cultura e ambiente. Tutti quanti con un unico obiettivo: «Corriamo insieme contro le malattie reumatologiche». La maratona come uno storytelling del Belpaese.

Ogni partecipante carica il proprio video sulla Landing Page utilizzata in fase di registrazione. Il Giffoni Innovation Hub (polo di eccellenza per le produzioni audio/video del Giffoni Film Festival), realizzerà un video finale che racconti la Run e i suoi obiettivi attraverso i singoli video prodotti dai partecipanti.

«Ogni partecipante dovrà correre nella propria città e raccontare con un video il tratto del paese e della zona in cui vive – ha spiegato la dottoressa Riva – Nel video potrete anche raccontare chi siete, cosa fate, perché amate correre, dove fate runnnig. Una volta iscritti, i video verranno caricati sul sito e selezionati per realizzare un cortometraggio sulle bellezze d’Italia. La corsa è una metafora della malattia, c’è l’idea di correre sempre affiancati a qualcuno: quando si è in due in corsa non si è mai da soli. La maratona insegna a fare un passo alla volta e a incoraggiarsi a vicenda».

La masterclass.

Il professor Doria ha presentato ai ragazzi coinvolti nella masterclass il ruolo del reumatologo, approfondendone l’importanza non solo in caso di patologie specifiche, ma in generale come figura che può trasmettere ai giovani la necessità dell’esercizio fisico e dell’attenzione al proprio corpo. Nello specifico, ha raccontato ai “Giffoners” cos’è SIR e introdotto la “SIR Run 2020”.

Ragazzi, medici, pazienti correranno insieme con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e gli operatori sanitari sulla conoscenza delle malattie reumatiche.

La dottoressa Marta Riva ha presentato nel dettaglio le fasi della SIR Run, fornendo alla platea le informazioni tecniche su come i partecipanti potranno iscriversi, le modalità di partecipazione, la produzione dei video legati all’iniziativa, la conclusione e il premio previsti.

L’evento promosso dalla SIR ha lo scopo di sensibilizzare i reumatologi, i medici e i cittadini a pensare all’attività fisica come modifica dello stile di vita, migliorando lo stato di salute generale della popolazione di pazienti.

A conclusione del progetto, il video finale sarà presentato nel corso dell’edizione di dicembre del Giffoni Film Festival. La chiusura del progetto prevede anche un momento di premiazione. Un’anticipazione del video finale, inoltre, sarà presentata tramite un teaser nel corso del 57° Congresso Nazionale SIR (25-28 Novembre 2020, Rimini).

Entusiasti i ragazzi che hanno partecipato all’incontro.

Carmen Porricelli, 19 anni di Somma Vesuviana: «Penso sia una scelta ottimale legare scienza e arte, anche perché nel nostro futuro questi due aspetti andranno assolutamente di pari passo. Mentre stavano presentando il progetto, pur non avendo fatto sport, sono stata attratta dall’idea di correre. In particolare, mi interessa la metafora della maratona come processo di vita».

Camilla Pagniatiello, 19enne di Pomigliano d’Arco: «È bello che la corsa venga adottata come rimedio per malattie come ansia e depressione, per tutelare la salute fisica. Inoltre questo progetto favorisce la scoperta della bellezza del nostro Paese e il turismo. Mi ha spronato a mettermi in gioco e a correre. Un’attività che arriva dopo il lockdown e la prendiamo come riscatto».

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