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Social Tennis Club, la questione passa in tribunale. Accarino: «Conti errati!»

La giunta calcola un debito di quasi 200 mila euro e dà mandato all’avvocatura di avviare le procedure per il recupero del debito lo sfratto dei locali. Il presidente Accarino: «Quella somma non è veritiera».

Cava de’ Tirreni. Una delibera di giunta di pochi giorni fa riapre ufficialmente una questione che finora si era tentato di risolvere cercando di evitare troppi clamori, ma a quanto pare non si è arrivati a una soluzione pacifica e, dunque, sarà compito del Tribunale di Nocera Inferiore stabilire chi – tra il Social Tennis Club e l’Amministrazione comunale – avrà la meglio in una “battaglia” che si trascina da anni.

I provvedimenti da Palazzo di Città

La delibera di giunta è la numero 185 dello scorso 8 novembre 2016, ad oggetto “Comune di Cava de’ Tirreni contro A.S.D. Social Tennis Club: proposizione azioni giudiziarie. Provvedimenti”. Nel documento si legge a chiare lettere che ad oggi l’immobile di via Garzia (concesso all’associazione Social Tennis Club, presieduta dall’avvocato Francesco Accarino) non è stato restituito nonostante i ripetuti solleciti da parte dell’Ente (l’ultimo dei quali risale allo scorso 3 ottobre).

E ancora:

  • «A nulla sono valsi i tentativi di bonaria composizione dei rapporti, se non a recuperare una parte del credito di cui l’associazione si è resa morosa in costanza di rapporto (attraverso l’incasso della somma di 40 mila euro). Inoltre, tutt’oggi, l’associazione continua a detenere l’immobile e a rendersi persistentemente morosa»;
  • «Dagli ultimi riscontri dell’ufficio patrimonio il conduttore risulta debitore nei confronti del Comune-locatore, per canoni insoluti, della somma complessivamente ammontante a 157.635 euro, nonché dell’ulteriore importo di 31.100 euro per il periodo di detenzione successiva da luglio 2015 ad oggi».

Queste le premesse che hanno portato la Giunta Comunale ad autorizzare l’avvocatura a promuovere nei confronti del Social Tennis Club, dinanzi al Tribunale di Nocera Inferiore, la procedura più idonea a consentire il rilascio dei locali e il recupero dei canoni scaduti e non pagati.

Le risposte di Accarino

Dal canto suo, l’avvocato Francesco Accarino ha difeso le ragioni del sodalizio che presiede a partire proprio dai conti fatti dall’amministrazione. Una cifra non veritiera, secondo il presidente del Social Tennis Club, perché non prenderebbe in considerazione le varie agevolazioni di cui il sodalizio sarebbe dovuto essere beneficiario per le tante attività svolte.

«Siamo sempre stati additati come debitori di cifre da capogiro, il che non è vero – spiega Accarino –. Dalla delibera non si comprende come il Comune possa aver stimato una somma di quasi 200 mila euro di debito considerato che ci sono detrazioni non riconosciute e che noi abbiamo puntualmente indicato nel corso della fitta corrispondenza avuta da aprile di quest’anno fino a settembre.

Le agevolazioni per le circa 400 manifestazioni organizzate nell’ultimo decennio a favore della collettività, giusto per fare un esempio. Per non parlare di alcune clausole del contratto di locazione del 2013 non rispettate dal Comune come la realizzazione di un terzo campo da tennis o, ancora, il pagamento da parte dell’Ente del riscaldamento e dell’energia elettrica del terzo e del quarto piano dell’immobile a cui continuiamo a provvedere noi.

Sono situazioni che non sono state prese in considerazione, noi abbiamo cercato di spiegarle, sarà ora il giudice a decidere. Ad ogni modo mi auguro che questa impasse venga chiarita e superata con soddisfazione reciproca».

Già ci aveva provato Galdi

Già nel maggio del 2011, con analoga delibera di giunta, l’allora amministrazione guidata da Marco Galdi aveva conferito incarico all’avvocatura comunale di avviare un’azione presso il Tribunale di Salerno contro l’associazione sportiva per il recupero del credito e per le procedure di sfratto. Provvedimento che non aveva portato a nessun risultate e che è stato dunque sostituito dalla nuova delibera sottoscritta dal sindaco Vincenzo Servalli e dall’assessore al contenzioso Paola Moschillo.

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