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Addio a Silvio Petrone “marito, padre, suocero e nonno esemplare”

Figura di riferimento del credito cooperativo in Campania, “giovani e cooperazione” i pilastri della sua visione di “Banca del territorio”. Silvio Petrone non è più, dopo 78 anni di onorato servizio per la comunità.

La notizia è arrivata nella mattinata dalla sua Olevano sul Tusciano, dopo una malattia che è tornata alla carica e che non ha lasciato scampo all’ultra decennale Presidente di Banca Campania Centro.

Dopo 78 anni, una vita ricca di soddisfazioni, ma anche di “battaglie”, l’uomo dal cuore tenero “ma occhio a non farlo arrabbiare” ha lasciato un buco enorme, grande come la lungimiranza di dare alla “sua” Cassa Rurale di Battipaglia” quell’apertura territoriale di “ascolto e di aiuto al territorio”.

Noi non diamo al territorio per portare altrove, amava ripetere nella tante assemblee che lo hanno visto seduto sulla sedia più dura, noi ridiamo al territorio le risorse condite da quel pizzico di cooperazione che è solo e unicamente frutto di una cassa rurale e artigiana.

Se oggi Banca Campania Centro ha raggiunto quota 9’000 soci è certamente e soprattutto grazie a questo suo modo di essere, tanto dietro ad una scrivania quanto tra la gente.

Ed è proprio quella lungimiranza del “dottore Petrone” che ha consentito a molti di noi, di poter respirare l’aria del XXI secolo con meno affanno e più ottimismo. Fiumi di parole saranno spesi per ricordarlo, ma il suo sorriso nell’aver raggiunto uno dei tanti obiettivi che si era prefissato è quello più bello. La foto che abbiamo scelto non è casuale.

Tornando alla cronaca, la notizia della morte è arrivata nella prima mattina di sabato 6 giugno.

Il Presidente era nella sua storica abitazione di via Crisante Pastorino. Al momento dell’ultimo respiro al suo fianco c’era Silvia, la donna che è sempre stata vicino, e il figlio, Fabrizio, oltre alla nuora, Virginia, e al piccolo di casa, Radames. Immancabili gli storici collaboratori, la famiglia allargata del Presidente. Un istante che segna “la fine di un’epoca” diranno qualche minuto dopo i presenti.

In Via Crisante Pastorino ci sono anche gli amici e i colleghi, il vertice della Cassa Rurale è lì.

“Sono distrutto, ho perso per la seconda volta mio padre” sussurra uno dei collaboratori con due occhi che raccontano di una sofferenza che solo un figlio può comprendere. Gli altri colleghi più stretti sono ognuno al proprio posto, come una macchina rodata, è il momento di fare quello che per una vita Petrone ha predicato: tirarsi su le maniche e fare. Questa volta però, c’è da “fare” la cosa nessuno mai avrebbe voluto. Man mano che la triste notizia si diffonde al di fuori del paese, gli amici, i parenti, i colleghi arrivano. Arriva puntuale anche l’annuncio funebre che non lascia più scampo alla realtà, “Silvio Petrone non è più. Marito, padre, suocero e nonno esemplare”.

Scendendo dal terzo piano, la fila è visibilmente aumentata, ci sono le misure di contenimento da rispettare. A vigilare anche la Protezione civile di Olevano sul Tusciano. Ma il rispetto per l’uomo e per le norme prevale, il silenzio è assordante, se squilla un telefono è perché è necessario dire quello che da qualche ora è accaduto.

Le lacrime come anche gli occhiali da sole campeggiano sulle facce di molti.

Tutti sanno in cuor loro quanto “il dottore” abbia fatto per un’area che vanta la Cassa Rurale tra le più antiche della nazione. Un dato su tutti, è stata fondata prima la Cassa Rurale e Artigiana e poi la città di Battipaglia.

Le esequie si terranno oggi domenica 7 giugno alle ore 17:10 partendo da via Crisante Pastorino, 4 a Olevano sul Tusciano. Il rito funebre sarà celebrato nella Chiesa Santa Maria delle Grazie (Monticelli) per poi concludersi nel cimitero di Battipaglia.

“Bisogna essere svegli, curiosi e comunicare quello che si vuole fare. E’ necessario coinvolgere le persone e le Istituzioni”. così Silvio Petrone rieletto presidente nel maggio 2019 a margine dell’Assemblea ordinaria dei Soci di Banca Campania Centro.

L’ultimo appello di Silvio Petrone ?

La lettera aperta del 3 aprile 2020 per l’altra grande emergenza, quella economica. Il presidente Petrone avvertiva sul “risveglio dell’angelo della morte, l’usura” e sull’importanza del “fattore tempo”.

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