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Guida all’uso della pendrive, ecco come evitare sorprese

A chiunque sarà capitato di avere una pendrive nuova, magari da 32GB e non riuscire ad immagazzinare un grosso file magari da 2,5 Gb. Qualcuno avrà pensato di essere stato gabbato, qualcun altro avrà trovato un metodo alternativo. Oggi spieghiamo cosa potrebbe essere successo.

Diciamolo subito, se ti sei trovato nel non poter salvare un grosso file su una enorme pendrive, il problema risiede al 90% in una non corretta formattazione del supporto scelto. Stiamo parlando del file system della pendrive e prima di formattare è necessario capire a cosa ti servirà quel supporto. Girovagando sul web, con una buona dose di esperienza personale abbiamo riunito tutti in questo articolo

Partiamo da 3 domande:

  1. A cosa mi serve questa pendrive? [lavoro, svago, sport, trasferimento dati, immagazzinamento dati]
  2. I files che dovrò caricare saranno per la maggior parte immagini, documenti o film? [Un documento .doc o .docx difficilmente avrà la grandezza di un file unico di un film o di una foto di forte risoluzione]
  3. E’ una pendrive 2.0 o 3.0? [questo determina la velocità di upload e download dei files. Ricordiamo che lo stesso discorso deve essere fatto per le porte USB del computer]
usb port
Porta USB. Basta capire le possibilità

Quale file system scegliere per la chiavetta USB

Prima di vedere come formattare una pennetta USB, dunque, sarà necessario capire quale sia il file system più adatto alle proprie necessità. Se, ad esempio, dovrà essere utilizzato su vecchi computer contenenti file di dimensioni esigue, la scelta ricadrà sul FAT32; se la chiavetta USB dovesse essere usata esclusivamente con computer Windows e si prevede di allocarvi file di grandi dimensioni la scelta dovrà ricadere sullo NTFS; se in casa si hanno solo computer Apple, HFS+ andrà più che bene. Vediamo nel dettaglio le peculiarità dei vari file system oggi esistenti.

FAT32

FAT32. Acronimo di file allocation table, è un file system sviluppato originariamente da Bill Gates e Marc McDonald per le prime versioni di DOS e successivamente riadattato per Windows. Sino alla versione Millenium Edition del sistema operativo Microsoft, era il file system di default utilizzato per formattare gli hard disk di sistema. Supportato da diversi sistemi operativi (oltre a Windows, offre supporto di lettura e scrittura anche per OS X e Linux) annovera tra i problemi più annosi la frammentazione – rendendo dunque necessaria la deframmentazione del disco – e l’impossibilità di gestire file più grandi di 4 Gb.

ExFAT (o FAT64)

Acronimo di Extended FAT (oppure con l’acronimo FAT64), questo file system è stato introdotto da Microsoft per la gestione di memorie Flash e altri supporti di piccole dimensioni. Compatibile, ovviamente, con tutti i sistemi operativi Windows; con i sistemi operativi OS X da Snow Leopard in poi (versione 10.6.5); con Linux (installando i pacchetti adeguati). La gestione degli spazi di allocazione è migliorata rispetto a FAT32, così come è stata alzata l’asticella della grandezza massima dei file: non più 4 gigabyte ma 16 exabyte: ideale, dunque, se si utilizza la stessa chiaveta USB su computer con diversi sistemi operativi

NTFS.

Acronimo di New technology file system, è l’attuale standard dei sistemi operativi Windows dopo l’introduzione del kernel NT. Lo NTFS presenta grossi passi in avanti rispetto al FAT32: è un file system transazionale (journaled in gergo UNIX) e un’operazione interrotta a metà non compromette la stabilità dell’intero sistema; i nomi dei file e cartelle possono raggiungere i 255 caratteri e, grazie alla codifica Unicode, possono contenere lettere di tutti gli alfabeti esistenti; supporta file fino a 16 exabyte di grandezza. A meno di installare plugin e pacchetti ad hoc, i supporti di memoria formattati con NTFS non sono supportati da sistemi operativi OS X e Linux: ciò rende le chiavette USB con file system NTFS adatte a computer Windows di ultima generazione

HFS+.

Evoluzione dello Hierarchical file system sviluppato da Apple per i suoi primi sistemi operativi, lo HFS+ è adottato da tutti i sistemi operativi OS X e dai dispositivi mobili prodotti dalla casa di Cupertino. Supporta file di grandi dimensioni (sino a 8 exabyte) e, come NTFS, è un sistema transazionale (o journaled). Ha un’ottima capacità di gestione dell’allocazione dei file e utilizza la codifica Unicode per nomi di cartelle e file. Mentre è pienamente supportato sia dai sistemi OS X (ovviamente) sia dai sistemi Linux, ha un supporto estremamente limitato con i sistemi Windows (solo lettura): sconsigliato, dunque, se la pennetta USB deve essere utilizzata anche con computer Windows

EXT4.

File system di default per le distribuzioni Linux di ultima generazione, EXT4 (abbreviazione di fourth Extended file system, “quarto file system esteso”) ha caratteristiche paragonabili a NTFS e HFS+. Come i file system Windows e OS X, infatti, adotta un sistema journaled, ha una gestione intelligente dell’allocazione degli spazi e supporta file di grandi dimensioni (sino a 16 terabyte). Pur non offrendo lo stesso supporto dei suoi due predecessori (EXT2 e EXT3), è possibile leggere e scrivere su chiavette USB anche da macchine OS X, mentre i computer Windows potrebbero avere qualche problema in più. Ideale, dunque, se il proprio computer monta una distribuzione Linux oppure se si utilizza un computer Apple; meno bene se si ha a che fare anche con dispositivi Windows.

Dopo aver compreso la varie differenze, passiamo ora al “Come si formatta una pendrive?”

Windows.

Accedere alle “Risorse del computer”, individuare il drive USB nell’elenco dei dischi montati e cliccare sopra l’icona con il tasto destro. Dal menu selezionare la voce “Formatta” e, nella finestra che si apre, selezionare il file system più adatto ai propri scopi (le possibili scelte sono FAT32, ExFAT e NTFS). Una volta effettuata la scelta, valutare se sia il caso di effettuare una formattazione veloce e cliccare sul pulsante “Avvia”. Nel giro di qualche decina di secondi il processo dovrebbe giungere al termine e la pennetta pronta ad essere utilizzata come meglio si crede

OS X.

Gli utenti della mela morsicata possono utilizzare il programma Utility Disco (presente nella cartella “Utility” delle Applicazioni) per formattare la chiavetta USB. Collegata la pennetta al computer e lanciato l’applicativo indicato, si potrà selezionare il drive USB nella colonna di sinistra e, dopo aver aperto la scheda “Inizializza”, scegliere il file system più adatto all’evenienza. Cliccando sul pulsante “Inizializza” si darà avvio al processo, che non dovrebbe durare che poche decine di secondi

Linux.

Per le distribuzioni Linux, invece, può essere utilizzata la utility Gparted (in alcuni casi già presente al momento dell’installazione del sistema operativo, in altri casi reperibile nelle repository della distribuzione). Dopo aver inserito la pennetta USB e lanciato Gparted, sarà sufficiente selezionare il drive esatto dal menu a tendina in alto a destra, selezionare la partizione di disco da formattare e il file system più adatto (Gparted supporta tutti i file system esistenti). Avviare il processo e attendere qualche decina di secondi affinché la riscrittura delle tabelle di allocazione e del file system abbia termine.

Insomma la differenze ci sono e vanno comprese, per quanto possibile, controllate sempre la formattazione più idonea all’uso che viene fatto della pendrive.

Ecco i nostri semplici consigli

  1. Per quanto di largo uso e decisamente costruita per i più disparati usi, non possiamo consigliare l’uso di una pendrive come archivio di documenti importanti. Ci sono gli Hard Disk esterni, di buona qualità, che sono decisamente più sicuri. Molto diffuso l’uso del Cloud (iCloud, Google Drive, OneDrive) che consenti di ritrovare i propri files da qualsiasi dispositivi in qualsiasi parte del mondo;
  2. Scegliere sempre una pendrive di buona qualità. Evitare di comprare pendrive desuete, i driver potrebbero non essere più disponibili o compatibili con il Sistema Operativo in uso sul proprio laptop o desktop;
  3. Prima di acquistare la pendrive, al di là della formattazione, è necessario valutare l’uso (le tre domande di cui sopra). Se siete giornalisti, architetti o ingegneri, tecnici del suono o del video consigliamo vivamente di considerare ottime pendrive 2.0 a non meno di 32Gb;
  4. Se vuoi maggiori specifiche su come funzionano le porte USB, la corretta alimentazione allora fai una visita al Wikipedia;

 

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