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Si alla legge sul cyberbullismo, in rilievo il ruolo delle scuole

legge sul cyberbullismo

A due anni dal primo via libera, la legge sul cyberbullismo è stata approvata all’unanimità. Finalmente, anche in Italia viene data una definizione dello spregevole fenomeno.

La nuova legge definisce come bullismo telematico ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata per via telematica in danno di minori.

A ciò si aggiunge la diffusione di contenuti online (anche relativi a un familiare) al preciso scopo di isolare il minore mediante un serio abuso, un attacco dannoso o la messa in ridicolo.

Una legge in memoria di Carolina Picchio

A seguire la discussione alla Camera a seguire il voto c’era anche Paolo Picchio, papà di Carolina, la ragazza di Novara considerata la prima vittima di cyberbullismo in Italia,
che si suicidò nel 2013 in seguito alla diffusione di un filmato della violenza sessuale che subì da un gruppo di ragazzi. L’autrice del ddl Elena Ferrara (Pd) era la maestra di musica di Carolina.

I punti della legge:

Il minore sopra i 14 anni vittima di cyberbullismo (o anche il genitore) può chiedere al gestore del sito internet o del social media o al titolare del trattamento di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti diffusi in rete. Se non si provvede entro 48 ore, l’interessato può rivolgersi al Garante della privacy che interviene direttamente entro le successive 48 ore.

In caso di ingiuria, diffamazione, minaccia o trattamento illecito di dati personali via web, fino a quando non vi sia una querela o denuncia il “cyberbullo”, sulla falsariga di quanto già è previsto per lo stalking, potrà essere formalmente ammonito dal questore che lo inviterà a non ripetere gli atti vessatori.

Presso la Presidenza del Consiglio verrà istituito un tavolo tecnico con il compito di redigere un piano di azione integrato per contrastare e prevenire il cyberbullismo e realizzare una banca dati per il monitoraggio del fenomeno.

La sfida più grande al cyberbullismo deve partire dalle scuole.

La seconda parte della legge si focalizza sulla prevenzione e che il ruolo principale di monitoraggio e ascolto è affidato alla Scuola.

In ogni istituto tra i professori sarà individuato un referente per le iniziative contro il cyberbullismo. Al preside spetterà informare subito le famiglie dei minori coinvolti in atti di bullismo informatico e attivare adeguate azioni educative.

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