Campania Scuola

Servizi privati all’infanzia in Campania, l’attesa sulle nuove disposizioni per ripartire a settembre

Sic servizi integrativi all'infanzia

Servizi privati all’infanzia in Campania, tra attese e mancati fondi per ripartire con il nuovo anno scolastico. Ne parliamo con Katia Mascolo, presidente dell’associazione SIC- Servizi privati infanzia Campania.

Servizi privati all’infanzia. Asili nido, centri per l’infanzia e servizi integrativi privati attendono le nuove disposizioni per la riapertura di settembre. Ad aspettare che la situazione si chiarisca sono anche i bambini e i genitori che usufruiscono del servizio.

Presidente che cos’è la SIC?
E’ una associazione di categoria che rappresenta in Campania più di 300 realtà private e paritarie dedicate ai servizi all’infanzia.

Perchè e come siete nati?
L’idea di associarsi è venuto in automatico. Dopo la chiusura per l’emergenza Covid -19, ci siamo uniti per far sentire la nostra voce alle istituzioni. Come realtà di servizio ci siamo accorti di essere invisibili pur svolgendo un ruolo fondamentale per le famiglie e per i territori. In Campania eroghiamo il 40% dei servizi all’infanzia.

Una bella cifra. Enti e istituzioni come hanno risposto?
Fin dalla chiusura abbiamo iniziato a scrivere lettere all’Ente Regione e ai parlamentari per raccontare chi siamo e cosa facciamo. Abbiamo avuto diversi incontri sia nella sede regionale che al Parlamento. Siamo stati anche a Montecitorio per far sentire la nostra voce, confrontandoci anche con il Ministro per le Pari opportunità e per la famiglia, Elena Bonetti.

Cosa avete chiesto?
Di poter riaprire in sicurezza. Nell’immediata chiusura, grazia all’aiuto di un amico architetto abbiamo sviluppato il progetto di un tunnel sanificante per i nostri bambini. Una idea che abbiamo presentato già a marzo. Il nostro obiettivo era riaprire in sicurezza, ma forse eravamo già troppo avanti, visto che l’idea è stata realizzata nei mesi successivi. Eravamo sulla buona strada.


Perchè il tunnel?
In modo particolare per i bambini 0/3 anni l’idea del distanziamento non è applicabile, è contro la mission educativa. Un tunnel sanificante permette di rispettare le disposizioni e soprattutto non è impattante per un bambino.

Quali problemi avete avuto durante l’emergenza coronavirus?
La chiusura delle scuole e dei centri ha portato all’azzeramento delle entrate, ma non delle spese. Gli affitti da pagare per strutture come le nostre è una spesa non da poco. Non sono mancati i casi di chiusure di alcune strutture, un buon 15% a causa dell’emergenza. Le spese di gestione fisse ci sono e vanno pagate.

Aiuti?
Nessuno. In questi 4 mesi non abbiamo ricevuto nulla.

E per il nuovo anno scolastico?
Aspettiamo fiduciosi le nuove linee guida, in modo particolare per la fascia 0/3. La riapertura è prevista per il primo settembre.

E le tariffe?
Avranno un aumento, dobbiamo rispondere alle nuove disposizioni di legge un insegnante può tenere solo piccoli gruppi e avere un maggiore spazio per le attività. Questo vuol dire meno bimbi in una classe e quindi nuove strutture di accoglienza. Questo sia per noi privati che per il pubblico.

Come sarà il ritorno a scuola per i bambini?
Veniamo da 6 mesi di stop, l’inserimento non sarà facile, stiamo realizzando un protocollo sanitario e psico-pedagogico per accompagnare i bambini e le famiglie a questo ritorno a scuola.

Leggi anche l‘intervista alla maestra Rosa Santoro sui servizi privati infanzia in Campania.

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