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Scuola S. Giuseppe al Pozzo a rischio chiusura. Confermata soppressione di una classe

Solo 9 alunni in seconda: un nuovo appello a De Luca

Cava de’ Tirreni. Arriva la conferma dalla direzione generale scolastica di Salerno: la classe seconda del plesso di località San Giuseppe al Pozzo sarà formata, a settembre, da soli nove alunni e bisognerà dislocarli in altri istituti. La notizia era nell’aria da tempo tanto che il Comitato Genitori si era rivolto già al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, affinché un tale provvedimento non venisse adottato nel rispetto del diritto all’istruzione dei piccoli studenti e considerato che, tra questi, è presente anche un alunno con disabilità.

Ora la preoccupazione maggiore è che il provvedimento confermato possa essere foriero di una situazione ben più gravosa che, nel giro dei prossimi due anni, possa portare alla completa chiusura del plesso, come già successo due anni fa alla frazione Marini. È per questo motivo che gli alunni, con l’aiuto delle insegnanti, hanno redatto e inviato una nuova lettera al Governatore a cui è stata allegata una dichiarazione dei genitori per chiarire la necessità di tenere in vita il plesso.

«Egregio signor Presidente – si legge nella lettera a firma dei nove bambini -, abbiamo saputo dalla nostra dirigente che il prossimo anno scolastico sarà soppressa la nostra classe, cioè dalla prima San Giuseppe al Pozzo dovremmo andare a fare la seconda in un’altra scuola. Ci chiediamo per quale motivo, noi che siamo stati insieme fino dalla scuola dell’infanzia e poi proprio in un momento in cui i bambini delle classi devono essere pochi. Noi siamo perfetti visto che siamo soltanto in nove e con noi c’è anche il nostro amichetto che ha gravi difficoltà, ma con noi ha avuto molti miglioramenti. Sarebbe veramente un peccato per lui perde gli amichetti e le maestre con cui si è trovato così bene».

Alla lettera ha fatto seguito la richiesta dei genitori, rivolta anche agli assessori Antonella Garofalo (servizi sociali) e Armando Lamberti (istruzioni), affinché si adoperino perché venga riconosciuto il diritto allo studio degli alunni della classe seconda. «Una scelta, quella di sopprimere la classe, che non condividiamo e riteniamo lesiva nei confronti dei nostri bambini – hanno dichiarato i genitori dei nove alunni, a cui si sono aggiunti i genitori di tutti gli alunni della scuola di via XXV Luglio -. Basti pensare che, considerate le norme anti-covid, sarebbe meglio lasciare i ragazzi in un plesso con un piccolo numero di alunni e non spostarli in un plesso diverso dove le classi sono già numerose. In aggiunta a quanto detto si fa presente che è fa parte della classe un alunno certificato con disturbo dello spettro autistico che presenta gravi disabilità sul piano della autonomia personale-sociale e linguistico-comunicativo. L’alunno ha frequentato all’interno del medesimo plesso anche i tre anni della scuola dell’infanzia, ha una sorellina anche essa portatrice di handicap frequentante la classe quarta sempre della scuola primaria di San Giuseppe al Pozzo. Per i loro genitori sarebbe difficoltoso accompagnare i figli in due plessi diversi con i relativi disagi da tener presente».

Ma a preoccupare è soprattutto il rischio che la scuola, nel giro di pochi anni, possa chiudere del tutto considerato che anche la quarta classe ha appena sette alunni. «Siamo pronti a continuare la nostra battaglia in tutte le sedi – concludono i genitori -, anche perché riteniamo che l’eventuale soppressione della classe porterà in poco tempo, massimo due anni, alla soppressione dell’intero plesso di San Giuseppe al Pozzo, tentativo perpetrato anche anni addietro e che vedi la popolazione insorgere contro quella scellerata iniziativa che gli abitanti della zona non meritano».

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