Cava de' Tirreni EVIDENZA

Ancora schiamazzi notturni dai locali ex opificio Di Mauro. Preoccupati i residenti

schiamazzi

Ancora schiamazzi notturni provenienti dai locali abbandonati dell’ex opificio Di Mauro di via XXV Luglio. Preoccupati i residenti che chiedono, nuovamente, maggiori controlli e un intervento incisivo da parte dell’amministrazione e degli organi preposti alla sicurezza.

Cava de’ Tirreni. Per due notti consecutive, tra venerdì e sabato, e tra sabato e domenica, i cittadini che vivono a ridosso dell’ex fabbrica di arti grafiche hanno segnalato di essere stati svegliati da urla e schiamazzi provenienti dai locali della struttura abbandonata, frutto di risse consecutive ad evidenti abusi di alcool da parte degli “inquilini”. Circostanze non nuove, dovute al fatto che all’interno della Di Mauro hanno preso alloggio in maniera del tutto abusiva, ormai da anni, gli extracomunitari e i clochard che di giorno popolano il vicino parco Schwerte di via Veneto e i semafori che regolano la circolazione in zona, facendo l’elemosina ai passanti o tentando di vendere fazzoletti agli automobilisti.
Un tentativo blando di risolvere in qualche modo il problema era stato già fatto lo scorso anno quando, alla luce delle ripetute segnalazioni, il Comune metelliano aveva provato a correre ai ripari rivolgendosi direttamente al curatore fallimentare, sotto la cui amministrazione si trova attualmente l’immobile, per disporre in tempi celeri un sopralluogo della struttura e soprattutto provvedere a sbarrare tutti i punti di accesso per scongiurare, una volta per tutte, l’occupazione illecita dei locali di parte di vagabondi ed extracomunitari.
La sollecitazione era stata fatta pervenire, tramite posta certificata dal comando di polizia locale di via Ido Longo, direttamente all’attenzione del curatore fallimentare della proprietà che faceva capo alle ex Arti Grafiche “Di Mauro”. Il riscontro, però, si era avuto solo nell’immediato e con il passare del tempo la situazione sembra essersi ripresentata. Quello che chiedono i residenti ora è un’azione di risoluzione concreta mirata non solo a garantire la quiete dei residenti ma anche a risolvere lo stato di abbandono in cui versa l’immobile (preda di sterpaglie e erba alta insinuatasi dal cortile fin nei locali e covo di ratti e serpenti) negli anni diventato ricovero per i senza tetto, e soprattutto per evitare che le circostanze possano degenerare come successo due anni fa quando risse e schiamazzi sfociarono addirittura in un incendio divampato nei locali del fabbricato a causa di una sigaretta lasciata accesa; mentre ad agosto del 2015 un occupante venne soccorso da un’ambulanza perché in coma etilico.

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