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Saviano è tornato nelle librerie, con una delle piaghe più brutte della sua terra

E’ uscito ieri, ma già in tanti l’hanno acquistato. Parliamo del nuovo romanzo di Roberto Saviano: “La paranza dei bambini”, che verrà presentato dallo stesso scrittore questa sera alla Feltrinelli di Roma, domani al Teatro Sanità di Napoli ed infine domenica alla Feltrinelli di P.zza Duomo a Milano.

 

Sono passati già dieci anni dall’ultimo e primo romanzo di Roberto Saviano (“Gomorra”), noi non ce ne siamo accorti, lui di sicuro si. Perché da dieci anni a questa parte la sua vita è cambiata. Nessuno vuole provare pietà nei suoi confronti, poiché è stata una sua volontà . Ma parliamo di una scelta sofferta, di una scelta che richiede coraggio. Assumersi la responsabilità di ciò che si è scritto e sapere che il tuo futuro da quel momento dipenderà esclusivamente da questo.

Un ragazzo allora di 27 anni, oggi 37, che ha intrapreso un tipo di vita diverso. Ha basato tutto sulla scrittura e sulla voglia di raccontare la realtà.

Possiamo dire che ha resistito e lottato, non solo contro le minacce da parte del “potere” che si è inimicato , ma anche contro quella parte di paese che ha visto in lui un approfittatore e un qualunquista, che ha giocato sulla sua fama, “p’ fa i sold“.  

 

Protagonista del libro, è come ci suggerisce il titolo : la paranza dei bambini.  Ma che cos’è una paranza?

La paranza è una barca da pesca. In questo caso Saviano, usa questo termine , per far riferimento a gruppi camorristici napoletani, costituiti da ragazzini, che come i pesci si avvicinano alla luce della barca, perché attirati dalla luce e  vengono catturati dalla rete . Così questi ragazzini, vedono nella camorra il loro futuro migliore, ma alla fine vengono schiacciati da questa stessa piaga .

Il gruppo che Saviano descrive, ha come capo, uno di sedici anni, Nicolas, detto significativamente “ò Maraja“, dal quale dipende il destino di tutti. Sono undici, un branco di seguaci ,dal quale uno ne viene subito espulso, non per una colpa commessa, ma per non essersi abbastanza rapidamente sottomesso alla volontà del capo.

 

E’ un gioco continuo di potere: di chi ordina e chi esegue, di chi uccide e chi muore.

Come ha dichiarato lo stesso Saviano , si è ispirato a fatti reali, alle vicende della paranza dei bambini di Forcella. Il romanzo è pieno di dettagli di queste storie che ha preso da inchieste giudiziarie, da fatti di cronaca, che ha saputo mixare con la sua narrativa. Anche il virgolettato che ha preso da vere intercettazioni, lo ha reso letterario, come ha fatto per la sceneggiatura di Gomorra la serie.

Il lavoro di Saviano deve continuare.

Abbiamo bisogno di qualcuno che si sia preso l’onere di “sbatterci in faccia” questi tipi di realtà, chiudiamo troppo spesso gli occhi.

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