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Rete a Difesa del Sarno. Convegno pre marcia a Nocera Inferiore

Rete a Difesa del Sarno, in vista della manifestazione che si terrà domenica 29 ottobre nei comuni attraversati dal fiume Sarno, ha tenuto un convegno a Nocera Inferiore.

Nocera Inferiore. Nella serata di ieri, presso l’aula consiliare di Palazzo di Città, Rete Difesa del Territorio, movimento apartitico composto da cittadini e associazioni dell’Agro Nocerino Sarnese, ha organizzato e promosso un convegno – dibattito inerente alla manifestazione congiunta che si realizzerà il prossimo 29 ottobre nei comuni della rete a difesa del Sarno.

Ad aprire il tavolo di lavori il dott. Emiddio Ventre, attivista di Rete e difesa del Fiume Sarno, il quale si è soffermato sull’importanza e sul perché bisogna scendere per strada e far sentire la propria voce la prossima domenica.

“Rete a difesa del territorio – esordisce Ventre – organizza una serie di manifestazioni in tutti i Comuni ricadenti nel Bacino idrografico del fiume Sarno e nella fascia costiera sorrentina – vesuviana ( ben 23 i comuni partecipanti) per chiedere la bonifica del fiume Sarno e dei suoi affluenti. La presenza di scarichi industriali fanno del Sarno, insieme ai suoi affluenti Solofrana e Cavaiola, un fiume ad alto rischio per l’ambiente e per la salute dei cittadini”.

Ferdinando Catapano ha invece illustrato un dossier dettagliato circa le condizioni del fiume Sarno.

Tale dossier è stato realizzato insieme alla collaborazione di Vincenzo Nacchia, venuto a mancare non molto tempo fa. Il Sarno, seguendo le illustrazioni del dossier, si presenta con acque limpide e trasparenti solo ed esclusivamente alla fonte. Infatti, poco dopo, iniziano a ravvisarsi i primi tratti inquinati che ne vanno a deturpare la salubrità delle acque.

Tra i canali, affluenti del Sarno, altamente inquinati che ritroviamo nel territorio nocerino, annoveriamo Fosso Imperatore, contaminato a causa di scarichi delle industrie locali, e Alveo Nocerino, ugualmente contaminato.

Al tavolo dei relatori anche l’ing. Vincenzo Adamo del comitato “No vasche, No inquinamento, Si alla messa in sicurezza del fiume Sarno” il quale, ha dedicato particolare attenzione all’aspetto puramente tecnico della rete fognaria.

Presente al convegno anche il Primo Cittadino, Manlio Torquato, il quale ha tenuto a ribadire che la questione inerente alla realizzazione dei collettori non è di competenza comunale bensì regionale.

A riguardo, Torquato ha voluto rendere nota una missiva inviata al tavolo del Governatore della Regione Campania e a tutti gli enti e organi che hanno competenza al riguardo, invitando chi di dovere di porre rimedio a tali vicende che mettono seriamente a repentaglio l’ambiente, l’ecosistema e la salute dei cittadini. Dal 18 luglio, però, giorno dell’invio della missiva, Torquato ha reso noto di non aver ricevuto alcuna risposta congrua da parte della Regione e spera che a breve si possa convocare un tavolo per discuterne.

A concludere il tavolo di lavoro il dott. Orfeo Mazzella, membro dell’ ISDE ( Associazione Italiana Medici per l’Ambiente), il quale ha esposto i rischi igienico ambientali dovuti dalle alte percentuali che si registrano nel fiume Sarno.

“Per igienico sanitario – dichiara Mazzella – bisogna intendere un rischio specifico per la salute, responsabile di un potenziale danno causato da esposizione a fattori di natura chimica, fisica e biologica. Il Bacino idrografico del fiume Sarno è stato individuato come sito d’interesse nazionale ai fini della bonifica, in relazione agli inquinanti presenti, al rilievo dell’impatto sull’ambiente circostante, in termini di rischio igienico ambientale. Il persistere di condizioni igienico ambientali così critiche nel Bacino del fiume Sarno espongono la popolazione ad un alto rischio di malattie infettive, degenerative e tumorali. Bisogna dunque rimuovere tutti i fattori di rischio per preservare e tutelare la salute della popolazione”.

 

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