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Sanità: sciopero in Campania il 6 febbraio

Martedì 28 gennaio mobilitazione regionale davanti alle prefetture di Napoli, Caserta, Avellino, Salerno

“Mentre De Luca pensa ad annunciare nuovi infermieri, vincitori del ‘concorso Cardarelli’, decine e decine di precari dopo aver lavorato per anni ricevono in queste ore comunicazione del mancato rinnovo del rapporto di lavoro”. L’allarme di Lorenzo Medici, segretario regionale Cisl Funzione Pubblica, vuole evidenziare questo contesto, per questo è stata prevista prima una grande mobilitazione regionale e poi lo sciopero del comparto Sanità”

Martedì 28 gennaio mobilitazione presso le prefetture di Napoli, Caserta, Avellino, Salerno, Benevento dove i lavoratori delle Aziende Sanitarie e delle Aziende Ospedaliere del territorio della Regione Campania effettueranno dei presidi.

Braccia incrociate invece il 6 febbraio. In quella data negli ospedali e in tutti gli altri presidi saranno garantiti solo i servizi essenziali.

“Questo è il risultato del mancato dialogo che c’è tra i sindacati e chi dovrebbe governare la Sanità in Campania – spiega Lorenzo Medici segretario Cisl Fp – Chiediamo da mesi che i lavoratori della Campania siano al pari di quelli che lavorano nel resto del Paese e invece non possiamo far altro che riscontrare ancora una volta l’assenza non solo del dialogo ma di volontà nell’avviare un fruttuoso percorso da cui possano scaturire delle linee guida per uniformare i rapporti di lavoro. Centinaia di precari in questi mesi rischiano di restare fuori dal circuito professionale dopo aver speso anni in formazione e dopo aver contribuito al mantenimento dei livelli essenziali di assistenza, condizione fondamentale per l’uscita del commissariamento avvenuto negli ultimi mesi del 2019”.

“Oramai siamo ad un punto di non ritorno – spiega Antonacchio Pietro Segretario Generale della CISL FP di Salerno – o si adeguano gli organici o si chiudono gli ospedali. Anzi si aprono reparti previsti da atti aziendali come il caso della cardiochirurgia del Ruggi ma non si reclutano operatori né si stabilizzano i precari. L’azienda ospedaliera è allo sbando e proprio sul reclutamento degli operatori necessari sta rallentando inopinatamente ogni procedura mostrando di non avere alcuna visione prospettica al fine di garantire qualità e quantità dell’offerta sanitaria. Per tale ragione sarà opportuno scendere in piazza per dare uno scossone alla totale disattenzione sulla necessità di adeguare gli organici, pena il totale crollo del sistema sanitario salernitano”.  

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