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Saldi: il 2 luglio partiranno in tutta Italia, si prospetta una spesa di 116€ a famiglia

Per la prima volta i negozi di tutta Italia daranno il via ai saldi della stagione estiva lo stesso giorno, sabato 2 luglio. Unica eccezione la Sicilia, dove gli sconti saranno offerti a partire da venerdì 1.
“Riteniamo  che la data unica di avvio – ha affermato Roberto Manzoni, presidente di Fismo Confesercenti – sia positiva per il commercio: impedisce fenomeni di “dumping” tra le regioni, garantendo così l’equilibrio concorrenziale e tutelando allo stesso modo piccole e grandi imprese- ed aggiunge – la data unica offre anche una maggiore chiarezza ai consumatori, mettendoli nelle condizioni migliori per usufruire di questo importante appuntamento commerciale”
A variare sarà la data di fine dei saldi: la prima regione a chiuderli sarà la Ligura, il 15 agosto, le ultime, il 30 settembre, Val d’Aosta e Friuli Venezia Giulia. In Lombardia termineranno il 30 agosto, nel Lazio alla metà di agosto, e in Sicilia il 15 settembre.

Le vendite delle collezioni primavera-estate sono state anche condizionate dalle particolari condizioni meteo, che hanno ritardato l’arrivo del caldo. Ma in realtà, proprio per aiutare i consumi, gli sconti sono già offerti un po’ ovunque, sotto la dicitura “vendita promozionale”, o tramite le “vendite private” offerte via email o sms ai clienti registrati. Per non parlare del web: Zalando ha dato il via ai saldi già il 17 giugno, Net-a-Porter.com già il 14 giugno offriva una selezione di articoli a metà prezzo, come Yoox.com.

Le previsioni sull’entità dello shopping per famiglia sono diverse: secondo le stime del Codacons, le vendite saranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno. L’andamento degli sconti di fine stagione, tuttavia, non sarà omogeneo sul territorio e forti differenze si registreranno anche in base alla tipologia di esercizio commerciale. Una visione condivisa anche da Federconsumatori, per la quale solo una famiglia su tre sceglierà di acquistare a saldo, con una spesa di appena 116 euro a famiglia, per un giro d’affari complessivo che non raggiungerà il miliardo di euro.

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