Europa e Mondo

Brexit e roaming, ora si paga? Che succede se vado a Londra?

Dal 1 febbraio 2020 il Regno Unito è ufficialmente fuori dalle Istituzioni europee. Questo vuol dire che tutti gli accordi raggiunti dall’Unione europea su trasporti, ambiente, commerciali, difesa, legislativi, diplomatici, sicurezza, sociali (e chi più ne ha ne metta) perderanno di efficacia, con tutta probabilità, entro la fine dell’anno.

Ora, dopo l’uscita dell’Unione, il Regno Unito è di fatto un Paese terzo che dovrà rinegoziare tutto con tutti e quindi anche con l’Europa. La negoziare un accordo commerciale e tecnologico sarà una delle priorità.

Detto questo, si avvicinano le vacanze di Pasqua e quelle estive e sorge un problema, per qualcuno amletico: roaming sì o roaming no. Per farla facile: se vado a Londra, pago?

Andiamo per gradi.

Nel 2017 è diventato operativo un accordo preso tra la Commissione europea e tutti i gestori continentali: nessun sovrapprezzo se vai all’estero (free roaming). Un italiano che va e usa il proprio smartphone in Francia o inglese che naviga con il cellulare in Portogallo, chiunque europeo se dentro i confini dell’UE, non pagherà alcun surplus rispetto a quello che spende in madrepatria.

Tutto questo è il roaming internazionale che è diventato gratuito, seppur con alcune eccezioni dettate dall’uso sconsiderato dello smartphone.

Dal 1 febbraio 2020 il roaming internazionale con l’Irlanda del Nord, Scozia, Galles e Inghilterra, quindi Malta non prevederà alcuna immediata variazione. Resta tutto gratis. Nei prossimi mesi però, ne siamo certi, molto cambierà. I negoziati partiranno e il roaming potrebbe tornare a essere a pagamento. Ma, su questo punto, la Gran Bretagna ha cominciato a porre dei limiti. La liberalizzazione incontrollata, si sa, non va bene per nessuno.

In tal senso il Governo inglese ha approvato una legislazione che fornirebbe alcune garanzie ai consumatori:

- un limite di £ 45 (sterline inglesi) al mese sull'importo che potrebbe essere addebitato ai clienti per l'utilizzo di dati mobili all'estero prima di dover optare per un ulteriore utilizzo;
- requisiti per i clienti di essere informati quando hanno raggiunto l'80% e il 100% delle loro quote di dati;
- gli operatori dovrebbero adottare "misure ragionevoli" per evitare che i clienti vengano accusati di roaming accidentale nell'Irlanda del Nord, cosa che accadrebbe se un telefono nell'Irlanda del Nord (Regno Unito) si bloccasse sul segnale mobile proveniente dalla Repubblica d'Irlanda (Unione europea).

Informarsi prima di partire è certamente la cosa giusta, ma siamo certi che un simile cambiamento sarà certamente pubblicizzato.

Un secondo suggerimento, è visitare il sito web del proprio gestore telefonico e, se non lo avete fatto, fossi in voi, disattiverei quelle opzioni valide solo se sei all’estero che addebitano costi nell’esatto istante in cui ti colleghi all’estero in un Paese extra EU. Ultimo passo, disattiverei i dati in roaming. Il WiFi è onnipresente, avrete comunque vita social.

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