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Retake Napoli, il volontariato liquido che ripulisce la città

retake napoli_ pulizia lungomare di napoli

A Napoli i volontari di Retake provano a mettere a nuovo la città con buste e palette. A raccontarci l’attività Eleonara D’Ermo

Cosa è Retake Napoli?
Retake Napoli è una forma di volontariato liquido come altri gruppi retake presenti in tutta Italia. Siamo costituiti come associazione di volontariato, il gruppo è formato da 20 volontari più le moltissime persone che partecipano alle nostre attività.

E tu Eleonara chi sei?
Sono una volontaria e sono stata eletta presidente.

Quando è nata Retake Napoli?
Nel 2017, ho iniziato da sola.

E come hai fatto?
Dopo un week-end a Napoli mi sono innamorata della città. Un giorno mi sono armata di raschietto e ho iniziato a pulire. Era il 3 giugno 2017 e ho iniziato a ripulire i pali dei segnali stradali. Hai presente quelli che trovi lungo piazza Triste e Trento. Erano foderati di carta, ogni volta che ne toglievo uno, sotto ne trovavo degli altri, molti umidi. Al loro interno si concetravano le gocce d’acqua delle piogge delle settimane precedenti.

Quando è nato il gruppo?
Un poco alla volta, con gli avvisi sui social le persone piano piano si sono avvicinate. Volevamo ripulire corso Toledo la prima volta, ma ci siamo fermati a piazza Trieste e Trento con 2 scope, 3 palette e una zappa.

Chi si è unito a voi ad aiutarvi?
Nel nostro gruppo girano un centinaio di persone. Una mattina mentre aspettavo che gli altri arrivassero si è avvicinato un cittadino dello Sri Lanka, porgendomi una busta, ho subito detto: “Non mi serve niente, grazie.” E lui sorridendomi si è presentato come professore di un istituto scolastico della città venuto ad aiutarci insieme ai suoi ragazzi. In un attimo si sono infranti i miei pregiudizi su chi ha a cuore la città.

E sono tanti?
Tantissimi. Moltissimi sono migranti e stranieri che vivono lì, Napoli è patrimonio di chi ci vive e vuole tutelarla in prima persona.

Cosa avete pulito in questi anni?
Molti spazi, tutti con autorizzazione. Un sabato di novembre raccogliemmo sulla spiaggia del lungomare Diaz, un tappeto di rifiuti. 86 sacchi di indifferenziato, 97 di plastica, 100 supersantos, scarpe, accendini, mozziconi di sigarette e 18 barili per le cozze. E quello che abbiamo trovato lì è solo il 10% di quello che restituisce il mare. Il resto è sui fondali.

Ma voi vi sentite gli spazzini della città?
Assolutamente no, non vogliamo sostituirci a nessuno, ma fare la nostra parte. Vogliamo dare vita a nuove idee, abbiamo aperto una call per una compostiera di comunità intelligente per produrre compost in città, invece di esportare umido fuori regione.

Cosa manca alla città per essere più pulita?
Più informazione sulla raccolta differenziata, l’analfabetismo ambientale non produce nulla di buono se non l’aumento costante di rifiuti.

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