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Restauro in vista per l’Abbazia Benedettina di Cava de’ Tirreni

Restauro

Restauro in vista per l’Abbazia Benedettina di Cava de’ Tirreni.

La Provincia di Salerno, infatti, ha provveduto all’affidamento dei lavori – originariamente programmati in occasione delle celebrazioni per il millennio della fondazione – che interesseranno il restauro della cappella di San Germano e di altri altari presenti nell’antichissima chiesa metelliana.

Obbiettivo principale è il recupero di preziosissimi affreschi deteriorati dal tempo e dall’elevato tasso di umidità dell’ambiente in cui erano stati conservati per decenni.

Si tratta di un programma predisposto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (finanziato per un importo di circa 76 mila euro) che mira ad una parziale ricostruzione dell’apparato decorativo della cappella di san Germano, fatta realizzare dall’abate Leone II intorno al 1280. Il progetto inoltre permetterà di scongiurare la perdita di parti significative degli affreschi e a consentirne una corretta lettura.

«L’indubbio valore monumentale e l’altissima spiritualità che un tempo si sprigionava da questo ambiente – si legge nella relazione storico-artistica prospetto dei lavori a cura della Soprintendenza e allegata al prospetto dei lavori – è stato profondamente mortificato, se non azzerato, dall’impoverimento del suo corredo pittorico. Il restauro degli affreschi “strappati” (raffiguranti il Giudizio Universale e alcuni monaci in preghiera) e l’applicazione su nuovi supporti consentirà di ricollocarli nella posizione originaria e finalmente apprezzarne l’alta qualità espressiva».

Oltre al restauro delle opere, inoltre, si provvederà alla messa in sicurezza della volta e delle pareti della cappella, di un altare in marmo e di un paliotto deterioratisi nel corso degli anni.

Negli anni ’60 del 1900 – a causa dello stato di grave umidità presente nell’ambiente (dovuto alla mancanza di areazione a ad infiltrazioni provenienti dall’esterno) – la Soprintendenza alle Gallerie di Napoli ritenne di dover procedere allo strappo degli affreschi e alla ricollocazione su altro supporto, causando però ulteriori danni. Le opere oggetto del prossimo restauro, infatti, versano oggi in gravi condizioni di conservazione, deformati dall’umidità, a rischio di perdita definitiva del colore con una lettura dell’immagine gravemente compromessa.

«I fenomeni di infiltrazione – si legge ancora nella relazione – si manifestano anche nella chiesa superiore, dove sono registrabili gli effetti, in particolare su di un altare seicentesco in commesso marmoreo della navata destra. Si evidenziano in questo caso espulsioni delle lastre a causa del rigonfiamento delle malte e dell’indebolimento delle grappe in ferro ammalorate. Diversamente il paliotto dell’altare corrispondente nella navata sinistra, sottoposto a frequenti movimentazioni, si è fratturato in diversi pezzi con la perdita di alcune delle tarsi marmoree».

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