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Rambla, a Barcellona, dopo l’attentato nascono i luoghi della memoria

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Rambla di Barcellona è il momento delle preghiere e dei silenzi. Dopo l’attentato terroristico un fiume di persone esprime la propria vicinanza al popolo catalano.

Rambla. La strada più conosciuta di Barcellona. E’ un susseguirsi di lumini, candele, fiori. Foglietti in tutte le lingue del mondo esprimono il cordoglio per l’attentato di Barcellona. Un pomeriggio di terrore  che ha coinvolto tutti.  Un agosto diverso per  questa città; meta turistica dai grandi numeri, ambita ogni anno da circa trenta milioni di persone.

Barcellona non è una città come le altre lo capisci appena ci arrivi. Cerchi di catalogarla a qualcosa di già visto, ma ad ogni angolo, strada, calle, piazza, la città cambia volto per dirti altro.

La Rambla, a distanza di una settimana, ha accolto il dolore e la vicinanza di chiunque sia passato da lì. Da piazza Catalunya fino alla Barceloneta, l’inizio delle grandi spiagge della città, sono nati tanti luoghi della memoria. Tutti colorati dalle decine di oggetti, fogli e candele che vengono deposti su questa sorta di altari metropolitani.

Dediche, pupazzi, ceri, bandiere portate da turisti e catalani si mescolano una addosso all’altra e minuto per minuto aumentano, allargando i luoghi del ricordo. Milioni le foto scattate: qualcuno si scatta anche un selfie con tanto di asta e sorriso, anche se c’è poco o nulla per sorridere.

Spaventa l’attentato come la tensione che ti attanaglia per essere in un luogo sensibile, ma spaventa ancor di più quel narcisismo e quella voglia di apparire in un luogo che  parla solo di morte e di terrore.
Intanto la polizia controlla la Rambla come gli altri punti sensibili della città: una presenza discreta e attenta, anche se fatichi a capire come si possa controllare la mole di persone che si muove nella città. Un fiume in piena con picchi notevoli da metà mattinata a tarda sera, quando barcelloneti e turisti si spostano dalle spiagge al cuore della movida.

Lì alla playa, intanto, tutto continua a svolgersi secondo i canoni di ogni estate.

Mare, tuffi, sole, ghiaccio e alcol a seconda se vuoi raffreddare o surriscaldare l’ambiente, mentre si attacca bottone con qualcuno che, magari, speri di rivedere di sera in discoteca.
Intanto si è fatto buio e continuano ad aumentare le persone nei pressi delle tante isole di solidarietà dedicate al ricordo delle vittime. Arrivano le cornamuse a commemorare i morti: il suono si smorza e subito parte un lungo applauso che pare non voglia mai terminare.

Barcellona riprende la sua vita cosmopolita: in un metro quadro della Rambla trovi una dozzina di nazionalità provenienti da Europa, America, Asia. Il mondo è qui a due passi.Lo stesso mondo che stato colpito dall’attentato.

Non è Barcellona ad essere stata attaccata, ma la globalità che rappresenta ad essere stata ferita.

N.b. In questo articolo non compaiono le foto dei luoghi della memoria della Rambla per rispetto alle vittime  dell’attentato e ai loro familiari.

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