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Prendimi a cuore, il progetto della CRI per donare defibrillatori al territorio cavese

Un progetto ambizioso che, se tutto andrà bene, consentirà di installare sul territorio di Cava de’ Tirreni, ben 17 defibrillatori semiautomatici. Prevista la formazione di 2000 cittadini istruiti sia alla rianimazione cardiopolmonare sia all’uso del BLSD.

Cava de’ Tirreni. Un passo alla volta, ragionato e con chiari riferimenti ai 7 principi fondamentali della Croce Rossa e Mezza Luna Rossa ovvero umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza, volontariato, unità ed universalità. Principi che sono diventanti pilastri del vivere quotidiano della Croce Rossa di Cava de’ Tirreni ed in particolare del suo riferimento più forte Valentino Catino. Ai Volontari CRI cavesi l’idea di dotare il territorio di un’autoambulanza all’avanguardia dedicata al soccorso pediatrico neonatale. Un’idea divenuta realtà a fine 2016.

“Prendimi a cuore” per una Città cardioprotetta

E così, dopo pochi giorni, con ancora addosso l’adrenalina dell’inaugurazione dell’attesa autoambulanza, la Croce Rossa Italiana di Cava de’ Tirreni ha lanciato un nuovo progetto di assoluto prestigio dal nome “Prendimi a cuore” per una Città cardioprotetta. 17 defibrillatori in dotazione ad altrettante frazioni e località cavesi. L’idea è quella di formare oltre 2000 cittadini al corretto uso del defibrillatore semiautomatico e quindi delle manovre giuste per tentare la rianimazione cardiorespiratoria.

I fase progettuale sono stati individuati i seguenti luoghi: piazza Duomo, piazza Crocifisso, piazzetta Sant’Anna, piazza Santa Lucia, villetta di San Pietro, piazzetta SS Annunziata, piazzetta della Badia, piazzetta Passiano, piazzetta di San Nicola di Pregiato (c/o consultorio), piazzetta di Sant’Arcangelo, piazzetta Marini, piazzetta Dupino, Santa Maria del Rovo, Epitaffio, villetta dello Scirè/Via Filangieri, San Martino, piazzetta di San Lorenzo.

70mila persone in Italia muoiono ogni anno per arresto cardiaco

70mila persone in Italia muoiono ogni anno per arresto cardiaco. Nel 50% dei casi il decesso per cause vascolari avviene in modo improvviso. L’uso di un defibrillatore può riuscire ad aumentare le possibilità di sopravvivenza. Senza una terapia d’urgenza infatti, si calcola che solo 5 forse il 10% delle persone colpite da arresto cardiaco riesce a sopravvivere.
Insomma, ci sono tutte le carte in regola per poter continuare a lavorare per il bene della comunità, ma ci sono dei costi da affrontare.

2’5700 euro per dotare il territorio dei defibrillatori

Il progetto ha un costo complessivo di 25 mila e 700 euro di cui 14mila 700 per l’acquisto dei defibrillatori, 7 mila per l’acquisto di altrettante teche allarmate quindi, 2500 euro per la formazione di 2000 persone e 1500 per il materiale di divulgazione, formazione e promozione dell’iniziativa. La Campagna di raccolta fondi per il progetto è iniziata e si concluderà il prossimo settembre 2017.

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