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Il pomodoro pelato, re del comparto conserviero del Sud

pomodoro pelato fontanella

Il pomodoro pelato. La stagione del 2019 raccontata da Antonio Salvati, responsabile export per la Salvati Mario & Spa

Il pomodoro pelato. L’oro rosso della Campania. La campagna di lavorazione di quest’anno è tra le più particolari per questo comparto che da lavoro a circa 100 mila persone in Campania tra industrie conserviere e indotto.

Un settore che spesso non riceve l’attenzione che merita in termini di crescita economica, produttività e opportunità di lavoro.

Ne parliamo con il dott. Antonio Salvati responsabile export e direttore di produzione per l’azienda conserviera di famiglia.

Dott. Antonio Salvati come si presenta questa campagna di produzione?
Di sicuro particolare. Quest’anno siamo partiti particolarmente in ritardo, il pomodoro è giunto a maturazione ad agosto.

Ovvero?
Di solito la produzione nel nostro territorio parte a fine luglio, noi per esempio iniziamo subito dopo Sant’Anna. Quest’anno siamo partiti il 5 agosto. Gli stabilimenti, tra cui il nostro, stanno ancora lavorando per completare la produzione.

Come mai?
Il pomodoro, come ho detto, ha iniziato a maturare in ritardo, causa una stagione primaverile piovosa e priva di sole. A seguire il caldo torrido ha fatto maturare un buon 50% del prodotto, mentre l’altra metà dovrà completare il processo di maturazione.
Con l’arrivo di settembre, piogge e temperature più fresche non ci permetteranno di ricevere un prodotto completamente maturo.

E questo pregiudica il prodotto?
Di sicuro quest’anno si produrrà meno pomodoro e di conseguenza il prezzo di quest’ultimo vedrà un aumento sul mercato. E’ un dato di fatto.

In media quanto produce questo comparto?
Negli ultimi tre anni siamo arrivati a produrre, sempre come comparto conserviero, mediamente, intorno ai 24/25 milioni di quintali di pomodoro trasformato. Per il 2019 saremo fortunati se supereremo i 21 milioni di quintali. E questo è un dato di inizio settembre quando, di solito, la produzione di molte aziende tende alla fase finale, mentre altre aziende, quelle maggiormente dimensionate, andranno avanti ancora per molto tempo.

Qual è il pomodoro che viene lavorato nelle nostre aziende?
Il nostro pomodoro, quello maggiormente utilizzato, è il tipo “Roma”, di cui esistono diverse varietà, quelle maggiormente usate sono: Ulisse e Docet. Con questo prodotto realizziamo il pelato e altri prodotti derivati, definiti sottoprodotti: pomodori a pezzettoni, passata, pomodorini.
Ci tengo a dire che non sono di qualità più bassa, semplicemente, per noi rispondono ad un mercato più di nicchia.
Poi ritroviamo altre tipologie di prodotto quali: concentrato di pomodoro, doppio concentrato, sughi pronti.

Quanto pomodoro italiano troviamo nei pelati?
Il 100% del pomodoro pelato è italiano. E’ un ortaggio che viene coltivato tra Campania, Puglia, Calabria e Lazio. Hanno provato a coltivarlo altrove, ma non ha mai raggiunto la bontà di quello che si coltiva tra Centro e Sud Italia. Quando comprate questo prodotto potete stare sicuri che è made in Italy al 100%.

Il modo migliore per gustarlo?
Preparare un buon sugo.
Scaldate l’olio e lasciate soffriggere l’aglio o la cipolla per qualche minuto, poi toglieteli. Aggiungete il pelato e mentre cuoce ricordate di schiacciarlo sui bordi della pentola. I tempi di cottura sono personali, dai 15 minuti anche fino ad un’ora.
Quando si ha un po’di tempo in più a disposizione il mio consiglio è di farlo cuocere per circa un’oretta per fargli sprigionare tutte le sue qualità organolettiche ed esaltare il suo sapore.

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