Cava de' Tirreni EVIDENZA

Piscina comunale: il Consiglio di Stato accoglie l’appello del Comune

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Piscina comunale: il Consiglio di Stato accoglie l’appello del Comune di Cava de’ Tirreni

Cava de’ Tirreni. Svolta nel contenzioso tra Amministrazione comunale e Porzio Sport Management, la società che gestisce la piscina comunale. Il Consiglio di Stato si è espresso oggi in merito alla questione che vede opposte le due parti. I giudici, infatti, hanno accolto l’appello presentato dall’amministrazione dopo che il concessionario della struttura aveva impugnato al TAR il provvedimento del Comune con il quale veniva imposto la revoca della concessione e lo sfratto dei locali.
Alla base del contenzioso gli inadempimenti recepiti dal Comune nei confronti del gestore della piscina di via Gino Palumbo, reo di non aver mai corrisposto i canoni di fitto (per un totale di circa 500 mila euro). Motivo per il quale il Comune aveva dichiarato decaduta la concessione per la gestione della piscina comunale e disposto lo sgombero dell’impianto. La Porzio Sport Management aveva, però, contestato il provvedimento e, si era rivolta al TAR, motivando di non aver pagato i canoni di concessione a causa di più gravi inadempimenti dell’amministrazione consistenti nel mancato pagamento delle ingenti spese (secondo la società oltre un milione di euro) sostenute per l’esecuzione di necessari interventi di manutenzione all’impianto.
Lo scorso dicembre, il Tribunale Amministrativo Regionale si era espresso sospendendo il giudizio in attesa di maggiori elementi per ricostruire la vicenda e il Comune di Cava de’ Tirreni è ricorso in appello al Consiglio di Stato, il quale oggi, con la sentenza emessa dal presidente Francesco Caringella della Quinta Sezione – ha accolto l’appello presentato da Palazzo di Città, annullando di fatto l’ordinanza di sospensione del processo di primo grado. Sentenza che di fatto annulla tutti i precedenti, ma che in sostanza non pone ancora la parola fine alla vicenda giudiziaria che da anni si protrae a suon di carte bollate e tribunali.

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