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Piscina comunale, due i procedimenti ingiuntivi in corso. L’assessore Moschillo chiarisce.

Un decreto ingiuntivo di 207 mila euro, una ordinanza ingiunzione di 278 mila euro ed un appello in Consiglio di Stato. Questi i tre passaggi che stanno caratterizzando la querelle giudiziaria tra il Comune di Cava de’ Tirreni e l’ATI ovvero l’Associazione Temporanea d’Impresa che ha in concessione la gestione e manutenzione della piscina comunale.

Il decreto ingiuntivo, risale al 2013 e fu voluto dall’allora Sindaco Marco Galdi. Il decreto è attualmente in provvisoria esecuzione con ordinanza del Giudice del Tribunale di Salerno. Da quanto ricostruito, non risulta però saldato l’importo dovuto (207’424,18 euro), ma solo una piccolissima frazione che è stata incassata dal comune. A corredo di questo procedimento è stata allegata una relazione tecnica conclusiva del febbraio 2015 in virtù di un ricorso del concessionario. In questo procedimento, l’Amministrazione ha tentato di recuperare i canoni non versati fino al maggio 2011.

Il secondo percorso intrapreso dal comune cavese è quello di un’ordinanza ingiunzione, del 14 giugno 2016, che intende recuperare i canoni non versati da maggio 2011 a maggio 2016. L’importo vantato dall’ente comune è di poco più di 278 mila euro (278’424,18 euro). Ed è proprio questa ordinanza ad essere stata sospesa, in via cautelare, dal Giudice del Tribunale di Nocera Inferiore. Di qui le dichiarazioni di Franco Porzio rese alla stampa e riportate nel nostro articolo “Piscina comunale di Cava, il tribunale “stoppa” il comune”.

Il giudice nocerino, sulla scorta degli atti prodotti dall’ATI, ha ritenuto dover fare chiarezza sulla faccenda con successivi approfondimenti istruttori. Con tutta probabilità, verrà nominato dal Tribunale un consulente che dovrà accertare i reali crediti e debiti vantati dall’ATI e dal Comune.

In tutto questo “guazzabuglio” di carte bollate e Tribunali civili, l’Amministrazione Galdi (delibera 78/2013) aveva deciso di optare, oltre al decreto ingiuntivo dello stesso anno 2013, anche per la decadenza dalla concessione dell’ATI. Motivo? L’inadempimento dell’obbligo di pagamento del canone.

L’ATI ha impugnato la delibera dinnanzial Giudice amministrativo ottenendo dapprima la sospensione cautelare dell’efficacia del provvedimento comunale, successivamente la sospensione del giudizio. Per il TAR era ed è necessario attendere la sentenza del giudice civile (Tribunale di Salerno prima e Nocera ora).

A questo punto, il Comune di Cava è ricorso in appello al Consiglio di Stato per ottenere lo sblocco della decadenza prima che la sentenza del giudice civile segua i tre potenziali gradi di giudizio. Presumiamo che il timore possa essere rintracciato nella lunghissima attesa di una sentenza, visti i tempi non proprio celeri della giustizia civile.

La situazione, se ne sarà fatta una ragione anche il gentile lettore, è decisamente complicata. Fatto sta che, per onore di cronaca, abbiamo voluto ascoltare Paola Moschillo, Assessore del Comune di Cava de’ Tirreni che ha così potuto spiegare ai microfoni de laRedazione.eu la posizione dell’ente metelliano.

 

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