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Pirotecnica, settore in ginocchio: “Per lo Stato siamo invisibili”

Pirotecnica ancora ferma. Da marzo 2020, aziende chiuse, mezzi fermi e pochi interlocutori istituzionali ad ascoltare le difficoltà del comparto.

Una lunga attesa, infinita per gli operatori dei fuochi di artificio che non volge al termine. Niente feste, niente luminarie e niente fuochi.

Mentre il paese riparte il settore della pirotecnica resta fermo, immobile, come in una bolla, in attesa di ripartire e le aziende faticano ad andare avanti. A parlarne dopo sei mesi dove nulla si è mosso, Massimo Albanese, titolare di un’azienda di fuochi pirotecnici a Vallo della Lucania.

Signor Albanese, quando inizierete di nuovo a lavorare?
Per ora non abbiamo date. Sappiamo solo che le nostre attività riprenderanno alla fine dell’emergenza che attualmente è stata fissata al 31 luglio 2021.

In pratica avete perso un’altra stagione?
Attualmente sì, non abbiamo margini di manovra per poter riprendere la nostra attività lavorativa. E questo significa che i dipendenti restano a casa in attesa di una cassa integrazione che stenta ad arrivare.

Eppure il vostro settore muove un’economia di una certa rilevanza per il Sud Italia
Certo. Il nostro settore garantisce lavoro a centinaia di addetti, che agli occhi dello Stato sembrano invisibili. A Natale contavamo una perdita di comparto di oltre un milione di euro con 400 dipendenti a rischio.

Quali sono le difficoltà che affrontano le vostre aziende?
Continuiamo a pagare le tasse e le bollette, la manutenzione e il controllo delle nostre strutture, le spese per i mezzi di trasporto, senza dimenticare le polizze assicurative, che per il nostro settore non sono state prorogate a differenza di altri comparti fermi. Paghiamo senza poter lavorare, molti operatori iniziano a vivere importanti difficoltà. Non possiamo reggere ancora per molto senza un supporto da parte dello Stato.

Cosa chiede per il settore?
Date certe per riaprire, il nostro lavoro richiede tempo e organizzazione. Uno spettacolo pirotecnico richiede permessi, trasporti del materiali pirotecnici; attività che richiedono settimane di lavoro e non ore.

E sul piano economico?
Una linea di accesso al credito per potere ripartire, per tornare alla normalità. Vogliamo ritornare al nostro lavoro.

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