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Perchè ti mando al nido. La scuola e il coronavirus. Storia di una mamma

I nidi privati hanno riaperto, intanto le famiglie si organizzano per riprendere le attività scolastiche

Perchè ti mando al nido? Perchè non ti tengo a casa?

Perchè te lo leggo negli occhi che vuoi stare a contatto con altri bambini. Quando andiamo in giro e sei nel passeggino saluti tutti, grandi e piccini. Al primo sorriso tu ricambi e mi ricredo dalle paure di tenerti a casa.

I bambini hanno avuto un lungo periodo di chiusura a casa e mentre noi uscivamo sui balconi a cantare, a salutarci, a fare la spesa e passavamo il tempo in cucina speranzosi di superare Benedetta e company, loro sono rimasti chiusi a casa, perdendo buona parte dei contatti sociali, per la loro età, qualsiasi essa sia, fondamentali.

Tutti hanno bisogno di socialità, anche loro. Hanno bisogno di occhi che sorridono, braccia che li accolgono, voci diverse dai genitori e dai familiari più stretti.

E quindi il nido ha aperto e noi ci siamo andati iniziando l’inserimento o come si dice ora l’ambientamento con un sacco di roba. Sì, un sacco. Oltre ai pannolini, salviette, colori, ( sì, ad un anno possono colorare) cambi, bavaglino, spuntano pacchi di asciugamani monouso, come se al nido passassero la giornata a shamparsi.

Ogni mattina entrate differenziate. Si inizia alla spicciolata dalle 7.40, tutti ad un metro di distanza, tutti gli adulti con le mascherine. Misurazione della temperatura corporea, l’unico esonerato è il passeggino, consegna del pargolo e via. A partire dalle 8.30 iniziano gli inserimenti e un via vai di bambini e/o lattanti in braccio o nel passeggino, le mamme si scambiano qualche parola, il momento è particolare.

Portare i figli al nido è una scelta importante e se poi scoppia una epidemia?

Sono molti i genitori che li portano al nido o alla scuola dell’infanzia privata. E’ necessario tornare a lavoro e non ci sono alternative. I nidi pubblici aprono ad ottobre e in questo caldo mese di settembre il bimbo dove lo porto se non al privato?

Resta a casa con la mamma. Si, la mamma perchè saremmo anche un paese avanzato, ma siamo assenti sotto il tema delle politiche sociali dedicate alla genitorialità. Che vuol dire? Servizi alle famiglie dalla nascita alla prima infanzia per permettere alle famiglie di non perdere uno stipendio, quello della mamma, e impoverirsi; perchè una mamma quando perde il lavoro difficilmente torna a lavoro e ne pagano tutti le conseguenze, figli compresi. E il baratro cresce nell’indifferenza di tutti, in fondo i figli li hai voluti e mo te li cresci.

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