Dicembre 10, 2022

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Perché l’infanzia dura così a lungo negli esseri umani?

È una curiosità nel mondo animale: non smettiamo di crescere da molti anni. Rispetto agli individui di altre specie, gli esseri umani diventano adulti molto più tardi, intorno ai 18 anni, secondo Uno studio pubblicato nel 2014, ci avvicina ai rettili rispetto ad altri mammiferi. Lo dimostra la nostra forte dipendenza dai nostri genitori o dai nostri denti del giudizio, che penetrano nella maggioranza, quando i nostri cugini primi avevano i denti pieni molto tempo fa.

Tra i colpevoli generalmente chiamati a questa infinita giovinezza, c’è il nostro principale vantaggio: questo cervello, così brillante ma avido di energia, che lascia il resto del corpo in uno stato di ritiro. Ma c’è un’altra ragione che è chiara oggi: la lenta crescita dei giovani umani darebbe loro il tempo di padroneggiare la complessa ricerca del cibo. Una particolarità che sarebbe, ovviamente, ereditata dai nostri lontani antenati.

La nostra dieta variata è in discussione

Fin dall’inizio, gli esseri umani hanno avuto pratiche che riflettono la loro dieta varia: cacciano, cacciano e raccolgono. Un nuovo studio è stato pubblicato in progresso della scienza Afferma che queste molteplici abilità necessarie per la sopravvivenza vengono acquisite lentamente durante l’infanzia.

Per esserne convinti, i ricercatori del Max Planck Institute di Lipsia (Germania) e dell’Università di Atlanta (USA) hanno riunito i dati raccolti da 714 bambini e adolescenti provenienti da 28 piscine contemporanee. Hanno calcolato che all’età di cinque anni, il bambino medio aveva raggiunto solo il 20% della produttività che avrebbe avuto quindici anni dopo. Questi stessi guadagni di produttività accelerano tra cinque e dieci anni (30%), prima di raddoppiare tra 10 e 20 anni.

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Ma non tutti i posti di lavoro sono creati uguali. L’antropologa Ilaria Pritelli e colleghi hanno distinto quattro tipi di risorse in base alla difficoltà del loro approvvigionamento: da un lato, la frutta e gli animali marini, la cui raccolta richiedeva meno poteri e conoscenze individuali; Dall’altro, selvaggina e tuberi che richiedono strumenti specializzati, conoscenze e forza. Durante l’infanzia e nell’adolescenza, le risorse facili sono state privilegiate, mentre le risorse più impegnative sono diventate prevalenti.

Per i ricercatori, questi risultati supportano l’idea che negli esseri umani l’infanzia si sia evoluta come un “periodo prolungato” di apprendimento per estrarre risorse sempre più complesse, caratterizzate dalla loro dieta diversificata.