Politica Salerno

Il Pd di Nocera Inferiore allo sbando. Una parte del Direttivo contro l’ex segretario Oliva

Direttivo

E’ sempre più allo sbando il Partito Democratico di Nocera Inferiore. Nei prossimi giorni sarà commissariato, viste le dimissioni del segretario Alfonso Oliva, proprio nell’anno che precede le elezioni comunali, in programma nel 2017.

L’appoggio al sindaco Manlio Torquato, diventato ufficiale ormai diversi mesi orsono, ha rappresentato il punto di non ritorno per i dem nocerini e ora intervengono alcuni membri del Direttivo del Circolo PD di Nocera Inferiore a dire la loro sulle dimissioni di Oliva.

“Segnano l’epilogo amaro di una vicenda che ha sconquassato la vita del nostro partito negli ultimi mesi. Sarebbe troppo facile oggi dire “lo avevamo detto”, ma i presupposti sui quali l’operazione è stata costruita e le modalità con le quali si è via via sviluppata, non lasciavano spazio ad un finale diverso. Da mesi, dapprima con le dimissioni di tre membri della segreteria, poi con prese di posizioni chiare, condivise da un numero crescente di membri del direttivo, denunciamo la sclerotizzazione del partito, lo svuotamento del dibattito interno, il suo totale appiattimento rispetto ad un’azione amministrativa di cui mai siamo stati protagonisti”, scrivono in una nota Lucia Bove, Mario Salsano, Rosetta Petrosino, Giuseppina Esposito, Antonio Stile, Gerardo Ferrentino, Marialaura Cicalese, Gerardo Scarpa, Vincenzo Daniele, Salvatore Soriente, Giuseppe Afeltra, Alfonso Oliva, Eduardo Giglio, Raffaele Serio, Augusto Vicidomini, Pietro Giordano, Luigi Dattilo e Alfonso Lombardo.

Insieme mettono in evidenza anche l’ormai inattività del Direttivo, convocato dopo mesi “per paura che il confronto potesse far implodere il partito”.

“Nel comunicato di accompagnamento alle dimissioni (concordate? ma con chi?) l’ex segretario individua nell’ingresso in Giunta la causa del processo di autodistruzione del Partito. Un Partito svuotato e consegnato a Torquato. Valutazione giusta, ma arrivata fuori tempo massimo. Così come le stesse dimissioni, utili qualche mese fa, ma del tutto ininfluenti, sul piano politico, ora. Siamo ancora in tempo per invertire la rotta? C’è ancora spazio per ricostruire quel senso di comunità praticamente azzerato in questi ultimi mesi? Provare a dare una risposta a queste domande è il compito che ci sta davanti, prima ancora di ogni iniziativa pubblica, di referendum ecc. Ridare un senso al nostro essere democratici, ma democratici sul serio, autonomi da ingerenze esterne, senza mandati precostituiti da portare a termine, proiettati alla costruzione di una nuova classe dirigente in grado di rimettere il PD al centro della vita politica cittadina”.

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