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Il 30% delle multinazionali paga in media il 30% in meno di tasse rispetto alle imprese che operano in un solo Paese. Il Parlamento va in cerca di spiegazioni.

I deputati chiedono un registro pubblico UE dei beneficiari effettivi delle aziende, una lista nera dei paradisi fiscali, provvedimenti contro l’abuso dei sistemi di “patent box”, un codice di condotta per banche e consulenti tributari, una base imponibile consolidata comune per l’imposta sulle società e una ritenuta alla fonte sugli utili che lasciano l’UE.

Le raccomandazioni, redatte dai co-relatori Michael Theurer (ALDE, DE) e Jeppe Kofod (S&D, DK) per conto della commissione speciale per le decisioni in materia fiscali (TAXE II), sono state approvate con 514 voti a favore, 68 contrari e 125 astenuti. “Il dumping fiscale è fatto a spese delle imprese pubbliche e di quelle di piccole e medie dimensioni, che sono la spina dorsale dell’economia europea. In un sistema fiscale equo, le multinazionali pagano la loro parte e devono farlo nei luoghi in cui generano i propri profitti e aumentano il proprio valore”, ha detto Theurer. “Con questa relazione, l’Europa intensifica la lotta contro l’evasione fiscale e i paradisi fiscali. Stiamo stabilendo richieste chiare per una maggiore responsabilità, deterrenti efficaci sotto forma di un marcato aumento delle sanzioni per i paradisi fiscali, le banche, i consulenti fiscali e le imprese, e chiediamo una maggiore cooperazione europea e internazionale su questo tema estremamente problematico”, ha detto Kofod.

La volontà è dunque quella di elaborare una lista nera europea delle giurisdizioni non-cooperative. Il Parlamento sottolinea che la procedura di inserimento nella lista nera dovrebbe avvenire per gradi, consentendo un dialogo con la giurisdizione che, qualora eluso, sarà duramente sanzionato, con la possibilità di sospendere gli accordi di libero scambio e vietare l’accesso ai fondi comunitari. Le sanzioni dovrebbero essere rivolte ad aziende, banche, società di revisione contabile e legali e consulenti fiscali di cui è stato dimostrato il coinvolgimento in attività illegali o illecite con quelle giurisdizioni.

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