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La pandemia riuscirà a lasciare qualcosa di positivo?

DAD

Esattamente un anno fa, il 20 febbraio del 2020, l’Italia aveva il suo primo morto per Coronavirus nella sua variante Sars-Cov2.

Dopo un anno siamo a oltre 92 mila decessi per Covid19. Tutti oggi sappiamo cosa sia la quarantena, abbiamo scoperto che si può lavorare da casa e, purtroppo, molti imprenditori hanno dovuto licenziare, chiudere. Qualcun altro non ha retto, e ha deciso di farla finita.

Dopo un anno, abbiamo perso almeno un amico a testa per Covid19, chi ha perso i genitori, chi un figlio o un marito. Insomma, il Sars-Cov2 ha decisamente tracciato un solco tra l’ultimo vero Natale 2019 e quello che abbiamo festeggiato da soli nel 2020.

Ma la pandemia è riuscita a lasciare qualcosa di positivo? Lo abbiamo chiesto ai vari lettori e le risposte sono state tante e varie.

Credo fermamente, per carattere, che occorra sempre cercare di trarre del positivo da tutto ciò che ci capita – spiega Paola – In questo anno abbiamo scoperto potenzialità che non conoscevamo. Docenti, studenti e genitori oggi conoscono la didattica a distanza, DaD. Uno strumento che potrà essere utile anche in caso di allerta meteo, tanto per gli alunni delle elementari quanto per gli universitari”.

La DaD potrebbe a questo punto essere impiegata per venire incontro a quegli studenti che, pur di raggiungere il proprio Ateneo, sono costretti ad impiegare mezza giornata per seguire 2 ore di lezione. Altra riflessione arriva da Marcello.

Abbiamo sperimentato altre modalità telematiche che hanno consentito a noi tutti un notevole risparmio di tempo, come l’invio informatico delle ricette mediche direttamente in farmacia. Un’impronta ecologista (meno carta) e un forte risparmio di code dai medici di base. Ed ancora – continua Marcello – pensiamo alle App che ci consentono di prenotare appuntamenti alle Poste, in Banca o presso la Pubblica Amministrazione. Hai il tempo per poterti organizzare per il disbrigo di pratiche e documenti”.

E’ indubbio come il fattore tempo sia stato incredibilmente rivoluzionato. Sulla scia di Paola e Marcello, a chiudere il ragionamento è Nando. “Il tempo recuperato ha consentito di dedicare un po’ di attenzione a noi stessi, ai nostri cari, ai nostri hobby, alle nostre passioni, alla natura e agli animali. Siamo riusciti anche a godere della lentezza e a capire che bisogna saper trovare positività in ogni cosa che ci accade”.

La pandemia riuscirà a lasciare qualcosa di positivo? I presupposti ci sono tutti, per ora siamo obbligati a rispettare alcune regole e a non abbassare la guardia. Penso che queste nuove prassi siano già parte integrante della nostra vita, bisognerà adattarle a quando saremo “liberi”, ma come è accaduto per i telefonini, non ne potremmo più fare a meno.

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