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Giallo Palazzetto, l’impianto nel limbo della burocrazia

la red - sopralluogo palazzetto

Un’opera dimenticata dalla burocrazia.

Cava de’ Tirreni. Giallo Palazzetto? A quanto pare i burocrati di Palazzo di Città non si siano accorti che l’area risulterebbe ancora cantierizzata. In verità lo stato di fatto dei luoghi è evidentemente di un’area desolata, occupata da una struttura in cemento armato con un’inutile soffitto in travi di legno; al suo fianco depositati una cinquantina di cassonetti di ferro della spazzatura, ed ancora, un prefabbricato leggero la cui provenienza e installazione non risulta in nessun documento.

Un cantiere ancora aperto oppure no?

Ma non ci sono lavori in corso, impalcature o maestranze. Il cantiere di fatti è chiuso, e chissà da quanto tempo, ma – a quanto pare – non secondo i faldoni che passano da un ufficio all’altro del Comune. Per gli amanti delle carte bollate e delle ricevute su carta, il “plesso monumentale” del Palazzetto dello Sport non è infatti tornato nelle disponibilità del settore di competenza perché ancora cantierizzato. La scoperta è stata fatta qualche giorno fa, alla luce degli approfondimenti richiesti dal consigliere Massimiliano Di Matteo, ed ha portato ora politici e dirigenti ad individuare la procedura per rimettere nelle disponibilità del Comune l’intera area.

Un iter tutto da sciogliere.

Secondo fonti interne a Palazzo di Città, infatti, si dovrà provvedere prima a chiudere il cantiere (su carta), darne poi comunicazione formale e, finalmente, rimettere al settore patrimonio tutto il plesso. Solo in questo modo si potrà poi dar seguito alla volontà politica di dare vita al Palaeventi, non prima di un approfondito studio delle reali esigenze cittadine e della concreta possibilità di recupero dell’impianto.

Sulla scrivania dell’assessorato ai Lavori Pubblici.

Nel frattempo il faldone rispolverato del Palazzetto è approdato sulla scrivania dell’assessore con delega alle opere pubbliche, Enrico Bastolla, che – oltre ad aver confermato che la situazione attuale dell’impianto è ancora tutta da definire e all’attenzione di chi di competenza – ha precisato che si stanno espletando le procedure per l’individuazione di un consulente che dia un’opportuna destinazione dell’intera area. «La struttura è collaudata, c’è da approfondire sicuramente lo stato dell’arte ma si tratta sicuramente di un cantiere chiuso da completare e resta una delle priorità dell’amministrazione – spiega Bastolla –. Non capisco quindi il senso dell’accanimento del consigliere Di Matteo. In questi giorni, tra l’altro, si stanno aprendo le buste per quanto riguarda la gara d’appalto per la scelta di un progettista che individui l’ideale destinazione della struttura».

Giallo Palazzetto, altri nodi.

Intanto bisognerà far luce anche sulla questione dell’affidamento temporaneo della struttura. Massimiliano Di Matteo, in occasione del sopralluogo richiesto, aveva lamentato la concessione dell’impianto a terzi nonostante si tratti di un’opera incompiuta. In realtà un affidamento risale al gennaio del 2010 quando la giunta dell’allora sindaco Luigi Gravagnuolo aveva concesso per quattro mesi lo spazio per gli allenamenti ai vari gruppi di sbandieratori. Un altro nodo da sciogliere, dunque, che attanaglia quel Palazzetto che nei giorni scorsi è ritornato al centro dei battibecchi cittadini.

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