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Ospedale Umberto I: «Non c’è necessità di chiusura temporanea»

ospedale Umberto I

Ospedale Umberto I, il direttore sanitario valuta eccessivo il provvedimento di chiusura temporanea proposto dai sindaci

«Non ci sono le condizioni per una chiusura temporanea dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore». Lo ha affermato il dottor Maurizio D’Ambrosio, direttore sanitario della struttura.

«Il focolaio è stato circoscritto – ha aggiunto il dottor D’Ambrosio – con tutti gli interventi di sanificazione e bonifica del reparto di Chirurgia. Solo lì è stato individuato un focolaio, contrariamente a quanto qualcuno sta provando a far credere».

Deciso comunque il blocco dei ricoveri e la chiusura del reparto fino al prossimo 30 maggio in via cautelare. «Anche perché oggi, in caso di riapertura, in Chirurgia risulterebbe una forte mancanza di personale dovuta ai casi di operatori contagiati».

«Zona rossa? Misura esagerata»

D’Ambrosio evita di accodarsi ai toni allarmistici delle ultime ore, sottolineando che «i test rapidi sono in via di completamento per tutto il personale dell’ospedale. In tal senso, la proposta di istituire una “zona rossa” per gli operatori sanitari potrebbe risultare una misura esagerata.

Anche perché – aggiunge – in caso di un operatore asintomatico, si rischierebbe poi di contagiare tutti gli altri, eventualmente allocati in alloggi provvisori».

Lo sviluppo del focolaio

Il direttore sanitario ha ricostruito poi lo sviluppo del focolaio nel reparto di Chirurgia dell’Umberto I. «Il paziente zero, una donna operata il 18 marzo e dimessa 8 giorni dopo, era asintomatica. Dunque, fino a quel momento non c’è stato alcun sospetto di infezione.

Il 31 marzo, tuttavia, la stessa paziente è arrivata in Pronto Soccorso per patologia diversa, con sintomi che hanno portato al sospetto di contagio da Covid-19. Il periodo di asintomaticità, quindi, ha probabilmente portato al contagio di alcuni operatori e pazienti.

Ne siamo venuti a conoscenza – spiega ancora il dottor D’Ambrosio – quando un collega chirurgo ha presentato sintomatologia, con tampone risultato quindi positivo. Da lì è dunque partita l’applicazione di tutti i protocolli previsti, con trasferimento di pazienti e operatori in altre strutture sanitarie o in isolamento fiduciario».

Il direttore sanitario dribbla le ultime polemiche politiche, in particolar modo le richieste di commissariamento avanzate nelle ultime ore. «Ben vengano le critiche costruttive, ma parlare a vanvera risulta deleterio. In generale – conclude – non possiamo azzerare il rischio, ma possiamo ridurlo drasticamente grazie a comportamenti razionali e responsabili, soprattutto negli ospedali».

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