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Ospedale Cava, Rianimazione riapre sì, ma a data da destinarsi

Nessuna riapertura per il momento, solo l’avvio delle procedure. Giordano: “Creata falsa aspettativa”

Sarebbe dovuto riaprire ieri il reparto di Rianimazione e Terapia intensiva all’ospedale “Santa Maria Incoronata dell’Olmo” e invece nulla di fatto.

Non ci sono abbastanza medici e infermieri da garantire l’operatività dell’unità e, tantomeno, sembra essere fattibile il trasferimento in toto del personale oggi operativo al Covid center “Da Procida” di Salerno. Nessuna riapertura per il momento, insomma, e il tutto è rinviato a data da destinarsi.

Lamberti: “Pronto a rassegnare le mie dimissioni”

Tuttavia l’assessore alla tutela della salute, Armando Lamberti, ha garantito che i vertici del “Ruggi” hanno avviato le procedure per la riapertura e che a breve la situazione sarà risolta. «Se il presidio cavese non sarà valorizzato – ha annunciato l’assessore – rassegnerò le mie dimissioni immediatamente».

Il problema, pare, sia sorto nel momento ci si è resi conto che trasferire nuovamente il personale da Salerno a Cava de’ Tirreni avrebbe comportato uno svotamento della Rianimazione e della Terapia intensiva al “Da Procida” e la conseguente chiusura del reparto al Covid Hospital.

Tale possibile scenario, nei giorni scorsi, era stato accolto negativamente dai medici e dagli infermieri del nosocomio salernitano, tant’è che era partita una petizione, su iniziativa della professoressa Ornella Piazza che dirige l’unità d’assistenza critica dell’ex sanatorio di Salerno, per contrastare le nuove disposizioni arrivate dai vertici del “Ruggi”.

Da un lato, quindi, la necessità di riaprire il reparto a Cava de’ Tirreni; dall’altro il tentativo di evitare che l’unità operativa al “Da Procida” venga del tutto sospesa. Nel mezzo la scarsità di personale medico e infermieristico: un numero troppo esiguo per garantire la piena operatività della Rianimazione sia a Cava che a Salerno.

Così l’azienda ospedaliera “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” prende tempo e se due settimane fa aveva assicurato che entro ieri il reparto cavese sarebbe stato riaperto, adesso il rientro del personale trasferito a settembre scorso sembra essere slittato inesorabilmente a data da destinarsi. Dai vertici del “Ruggi”, infatti, nessuna conferma su quanto bisognerà ancora attendere per il ripristino della piena operatività del reparto di Rianimazione a Cava.

La questione, inevitabilmente, è arrivata all’attenzione della commissione Sanità e Servizi Sociali, presieduta dalla Presidente Paola Landi e riunitasi nel pomeriggio di ieri.

All’incontro era presente anche il consigliere di Siamo Cavesi, Raffaele Giordano, che ha chiesto all’assessore Armando Lamberti chiarimenti sulla mancata riapertura della Rianimazione. Un’occasione per lo stesso Lamberti di lanciare una provocazione, annunciando le sue dimissioni qualora i vertici del “Ruggi” non dovessero ottemperare alle rassicurazioni sul futuro dell’ospedale cavese.

«Posso garantire che la direzione generale ha disposto la riapertura dell’unità di Rianimazione – ha ribadito l’assessore Lamberti -. Materialmente i rianimatori non sono arrivati ma questo non significa che arrivino nei prossimi giorni. Abbiamo ricevuto ulteriori rassicurazioni dalla dirigenza. La data era indicativa ma l’impegno è stato confermato. Il presidio di Cava sarà adeguatamente valorizzato. Se questo non dovesse accadere rassegnerò le mie dimissioni».

Dal canto suo il consigliere Giordano si è detto poco convinto. «Nella cittadinanza si è creata una falsa aspettativa – ha commentato –. Attendiamo riscontri concreti sugli annunci in pompa magna che vengono fatti sul destino del nostro ospedale. Restiamo ovviamente vigili».

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