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Orlando Bruno: «Grazie agli “angeli” che mi hanno salvato da una rapina»

Orlando Bruno rapina "angeli" Nocera Inferiore

«Voglio dire grazie ai due “angeli” che mi hanno salvato da un’aggressione a scopo di rapina». A parlare è Orlando Bruno, 40enne nocerino protagonista tre settimane fa di una disavventura conclusa fortunatamente con un lieto fine.

Orlando Bruno è affetto dalla nascita da tetraparesi spastica ed è costretto su una sedia a rotelle. È conosciuto Nocera Inferiore per le sue numerose battaglie contro le barriere architettoniche e contro l’inciviltà dei cittadini negli sversamenti di rifiuti. Ma anche per la sua smodata passione per la Nocerina.

Abita in una zona periferica della città e proprio la sua carrozzina elettrica gli permette di raggiungere il centro per incontrare gli amici o lo stadio “San Francesco” quando gioca la sua squadra del cuore.

Il racconto di Orlando

La disavventura è capitata lo scorso 6 ottobre. «Intorno alle 20 – racconta Orlando Bruno -, mentre rientravo a casa, posso dire di esser stato salvato da due angeli che, in seguito, si sono rivelati essere due agenti di Polizia fuori servizio».

I due poliziotti si sono accorti che un uomo stava letteralmente rincorrendo il 40enne nocerino: «Questa persona qualche mese fa, con la scusa di chiedermi l’ora, era riuscito a rubare i soldi che avevo in uno zaino che porto sempre con me, dietro la sedia a rotelle. Accortomi del furto, avevo denunciato la cosa alle forze dell’ordine, fornendo anche una descrizione della persona che mi aveva derubato».

«L’uomo corrispondeva alla descrizione»

«I poliziotti sono stati rapidissimi nell’intervento – aggiunge Bruno – e hanno condotto questa persona in Commissariato, verificando in seguito la piena corrispondenza alle caratteristiche che avevo descritto quando mi derubò la prima volta».

Per Orlando Bruno la carrozzina per avere un senso di libertà

Questo episodio ha restituito un senso di sicurezza a Orlando: «Uscire con la mia sedia a rotelle mi dà quel senso di autonomia e libertà che purtroppo la mia condizione fisica mi ha negato. Vivo in periferia e proprio grazie alla carrozzina mi sposto verso il centro. Tuttavia – aggiunge – se vengono meno sicurezza e tranquillità, dovrei per forza restare a casa e farlo per 365 giorni l’anno è un’ulteriore pesante punizione per me. Quindi – conclude – l’intervento di questi due “angeli” rappresenta per me un’iniezione di fiducia, mi dà forza e tranquillità per affrontare il quotidiano, per me già problematico».

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